Produzione di moduli fotovoltaici e hub dell’innovazione in Sicilia

Enel Green Power investirà 100 milioni di euro in Sicilia per potenziare la propria produzione di pannelli fotovoltaici con le celle bifacciali “Made in Italy” e per un laboratorio di ricerca nel campo delle energie rinnovabili. Ne parliamo con l’ingegner Riccardo Amoroso, responsabile dell’innovazione per EGP.

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La musica per il fotovoltaico in Italia sta cambiando? Dopo anni di marcia funebre, il motivo comincia un po’ ad alleggerirsi.

E non solo per l’aumento nell’installazione di FV nel 2016, ma anche per un ritorno di interesse per questa fonte da parte di giganti come Eni, che ha promesso di installare 220 MW di FV in Italia nei prossimi cinque anni, e Rete Ferroviaria Italiana, che ha annunciato un primo progetto per “solarizzare” la fornitura elettrica per i treni.

Ciliegina sulla torta, adesso arriva l’annuncio che Enel Green Power investirà 100 milioni di euro in Sicilia per potenziare la propria produzione di pannelli solari “Made in Italy” e aprire un laboratorio di ricerca nel campo delle energie pulite.

Abbiamo chiesto dettagli in proposito all’ingegner Riccardo Amoroso, responsabile dell’innovazione per EGP.

Ingegner Amoroso, allora torna ad essere conveniente costruire pannelli solari in Europa e Italia in particolare?

In realtà nel nostro caso le cose sono più semplici: abbiamo dal 2011 lo stabilimento 3Sun in funzione presso Catania (foto in alto a sinistra, ndr), dalla cui produzione attingiamo per i nostri progetti di impianti solari in giro per il mondo. Ora abbiamo deciso di rinnovare la produzione di moduli solari, ed era molto più conveniente per noi utilizzare le strutture già esistenti in Sicilia e il personale già esperto di quella fabbrica, piuttosto che partire da zero in qualche altra remota parte del mondo.

Ma non vi sarebbe convenuto, per quanto riguarda costo dell’energia e manodopera?

Noi non produciamo silicio, che è la parte più energy intensive del processo, ma costruiamo celle e pannelli, dove i consumi energetici e il costo del lavoro sono relativamente ridotti. Lì conta molto di più la qualità, produttività e affidabilità dei prodotti, e i nostri, nel loro settore del film sottile al silicio amorfo, sono nel top della gamma.

Eppure avete deciso di abbandonare quel tipo di moduli?

Si, perché si sono resi disponibili, per scadenza dei diritti, una serie di brevetti sulle celle fotovoltaiche al silicio amorfo-cristallino ad eterogiunzione, che uniti alle nostre innovazioni tecnologiche ci permetteranno di far fare ai nostri prodotti un grande salto di qualità, pur conservando buona parte delle linee produttive. Contiamo adesso di produrre pannelli, composti da celle fotovoltaiche bifacciali, attive cioè su ambedue le facce, con uno strato centrale di silicio cristallino e di amorfo sui due lati, racchiuse fra due lastre di vetro.

Quali sono i vantaggi di questi strani pannelli-sandwich?

Silicio amorfo e cristallino lavorano sinergicamente, sfruttando diverse lunghezze d’onda della luce solare. Inoltre quando le temperature sono più elevate o in condizioni di luce diffusa, l’amorfo compensa i deficit di produttività del cristallino in quelle condizioni. Infine, grazie alla bifaccialità, si sfrutta meglio la luce riflessa dall’ambiente circostante. I nostri nuovi moduli FV avranno una efficienza media di circa il 20% e una produttività molto elevata: le prime sperimentazioni in campo hanno dimostrato una produzione di un quinto superiore rispetto ai migliori moduli policristallini monofacciali.

Ma costeranno anche di più e magari saranno anche più delicati …

Costeranno un po’ di più, certo, ma questo verrà più che compensato dalla loro alta produttività. Quanto alla durata, dalle prove di invecchiamento accelerato che abbiamo fatto, contiamo su una vita utile di oltre 35 anni. Ma questa non è una novità; era quella stimata per i pannelli prodotti finora, e ciò dipende dall’ottima protezione assicurata dal doppio strato di vetro.

Produrrete solo per voi o anche per il mercato?

Per adesso tutta la produzione della fabbrica catanese, circa 200 MW annui, l’abbiamo assorbita noi, e non era neanche sufficiente. Vedremo se ci sarà molta richiesta esterna per i nostri nuovi pannelli, in quel caso potremmo cominciare anche a produrre per il mercato.

Venti dei 100 milioni che avete investito andranno per un Centro Innovazione.

Esatto, si chiamerà Enel Innovation LAB. Ogni anno arrivano a EGP circa 500 proposte per innovazioni nel settore delle rinnovabili, della rete, dello storage, e così via, da parte di Università, startup e aziende. Di queste ne selezioniamo 15-20, finanziandone lo sviluppo in cambio dell’opzione sull’eventuale commercializzazione. Con l’Innovation LAB di Catania offriremo anche un luogo unico e ben attrezzato, dove supportare le start up di interesse, farle crescere e consentirgli di svolgere attività di ricerca e sviluppo, testando e sperimentando in campo le soluzioni. Il sito ha oltre 10mila metri quadrati di spazi esterni e più di 2400 interni adibiti a laboratori e uffici: sarà un hub che metterà in contatto start up, grandi aziende, università e centri di ricerca.

Immagino la ricerca sullo storage sia centrale per voi. Ci sono delle novità?

Abbiamo in corso ricerche su ogni tipo di accumulo, da quelli per l’offgrid a quelli domestici, fino ai grandi accumuli per gli impianti. Di questi ultimi ne stiamo testando due basati su batterie, in un impianto solare in Sicilia e uno eolico in Basilicata. Lo scopo è individuare la soluzione migliore per quando fornire elettricità con le rinnovabili in modo programmabile sarà adeguatamente remunerato in Italia.

Un’ultima domanda, i nuovi moduli fotovoltaici, con la loro capacità di funzionare bene al caldo e con cielo coperto, sembrano fatti apposta per i paesi tropicali. È un segno che EGP continuerà ad installare impianti solo lì e non in Italia?

L’Italia è certamente un paese “maturo” in relazione allo sviluppo delle rinnovabili, ma gli obbiettivi futuri di “generazione verde” che il nostro paese si è impegnato a raggiungere, ci spingono a valutare la possibilità di sviluppare in Italia impianti in “grid parity”, selezionando le migliori tecnologie nel fotovoltaico e nell’eolico, abbinate in contesti dove la risorsa naturale possa garantire un sufficiente ritorno dell’investimento. Inoltre EGP, per le stesse motivazioni, è impegnata nel repowering di impianti eolici esistenti, sostituendo le vecchie turbine con aerogeneratori tecnologicamente più avanzati e più efficienti.

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