Inutile ripetere ai lettori di QualEnergia.it che il nodo cruciale nello sviluppo del futuro sistema energetico a rinnovabili, è quello di trovare un sistema di accumulo che stabilizzi la fornitura delle uniche intermittenti fonti energetiche sostenibili in grado di produrre economicamente i quantitativi di elettricità sulla scala necessaria alla fornitura globale: solare ed eolico.

Le opzioni per farlo sono molte, ma tutte soffrono di limitazioni che ne limitano le ambizioni.

Le batterie elettrochimiche, come quelle al litio, sono molto efficienti e versatili, ma costose, di vita relativamente breve e spesso dipendenti da materiali rari. I pompaggi idraulici hanno un’ottima efficienza, durata ed economicità, ma i posti dove farli sono relativamente pochi. 

La produzione di gas combustibili, come l’idrogeno, con l’elettricità rinnovabile, non ha limiti quantitativi, ma l’efficienza di conversione è scarsa e i costi ancora alti.

C’è però una tecnologia di accumulo poco conosciuta, su cui stanno lavorando freneticamente alcuni dei migliori laboratori chimici del mondo: le batterie a flusso. E grazie al loro lavoro i primi prodotti commerciali, con caratteristiche estremamente promettenti, stanno apparendo sul mercato …

Questo contenuto è riservato agli Abbonati a QualEnergia.it PRO
Seleziona una delle due seguenti opzioni:
Già abbonato a QualEnergia.it PRO?
Accedi subito a questo contenuto.
QualEnergia PRO