Il 15 gennaio 2017 ha compiuto un anno il condominio Girasole a Fiume Veneto (PN), considerato come il primo edificio NZEB (Nearly Zero Energy Building) in Italia.

In realtà il progetto della Residenza Girasole, iniziato nel 2011, è stato redatto prima delle ultime modifiche legislative che hanno definito il concetto di edificio NZEB nel nostro Paese. Dunque si tratta di un edificio che ha anticipato di oltre 10 anni gli obblighi per la progettazione dei nuovi edifici che, in Italia, entreranno in vigore tra qualche anno.

È quasi autosufficiente dal punto di vista energetico e l’intero condominio consuma circa il 90% in meno rispetto ai consumi medi italiani. Più che l’edificio del futuro, dunque, il condominio Girasole è l’esempio tangibile di quelle che saranno le nostre abitazioni da qui ai prossimi quattro anni.

L’obiettivo di Nearly Zero Energy Building, infatti, non è più rinviabile: la Direttiva Europea 31/2010 sulla prestazione energetica dell’edilizia (recepita in Italia con il Decreto Legislativo n. 63 del 2013, convertito nella legge n. 90) stabilisce che tutti gli edifici di nuova costruzione siano a energia quasi zero a partire dal 31 dicembre 2020 per gli edifici privati, mentre per gli edifici pubblici il termine è anticipato al 31 dicembre 2018 (vedi QualEnergia.it).

Caratteristiche dell’edificio

Il condominio “Girasole” si sviluppa su quattro piani fuori terra ed è composto da 14 appartamenti su due corpi di fabbrica affiancati e collegati dalla distribuzione verticale in cui trova spazio il corpo scala e l’ascensore.

L’edificio è riuscito a ridurre quasi a zero i consumi energetici grazie ad un involucro performante e un’impiantistica innovativa.

Il sistema edificio-impianto è tale che buona parte dell’energia necessaria per la climatizzazione degli ambienti viene autoprodotta, permettendo così un risparmio notevole sulle bollette dei singoli residenti.

L’abbattimento dei consumi è dovuto soprattutto alle pompe di calore utilizzate come generatore di calore anche per la produzione di acqua sanitaria. Il sistema impiantistico è composto anche da altre fonti di energia rinnovabili.

In primis un impianto fotovoltaico con una potenza di 11,8 kWp, affiancato da un sistema di recupero dell’energia per l’ascensore. Un altro elemento rilevante è la presenza di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore puntuale per ogni appartamento: permette il ricambio dell’aria continuo degli ambienti in cui è collocato, recuperando il calore dall’aria espulsa e riducendo così notevolmente le perdite complessive di calore.

Le spese per i consumi di energia

La bolletta energetica dell’edificio ammonta a circa 800÷900 euro a bimestre (poco più di 1000 euro nei mesi invernali) per un consumo medio di 2.500 kWh e una potenza impegnata di 15 kW.

In un anno, dunque, la spesa per l’energia elettrica dell’intero condominio è stata di circa 6000 euro, cui bisogna sottrarre il contributo di circa 2000 euro derivante dall’impianto fotovoltaico.

Per riscaldarsi, un singolo appartamento di 120 mq ha speso in un anno appena 166 euro (81 € per l’acqua calda e 224 € per il riscaldamento, meno il contributo di 139 € del fotovoltaico). In un condominio degli anni ’70, situato nella zona del pordenonese, un appartamento della stessa metratura, per riscaldamento e acqua calda, oggi non spende meno di 1.600 euro all’anno. Possiamo dire che il risparmio è di oltre il 90%.

Entrando più nello specifico, il risparmio energetico è stato ottenuto applicando sull’involucro esterno un cappotto termico da 140 mm in EPS con conducibilità termica 0,035 W/mK; il solaio di copertura è stato coibentato con uno strato di isolamento termico da 200 mm di XPS con una conducibilità 0,034 W/mK e un solaio verso il garage in predalles con elementi di alleggerimento in EPS da circa 200 mm e ulteriore strato di isolamento posto sull’estradosso di circa 60 mm di XPS da 0,034 W/mK.

I serramenti sono dotati di triplo vetro basso emissivo con gas Argon e il telaio è in legno con uno spessore di circa 80 mm. Il controtelaio che definisce il foro finestra ha uno strato di isolamento su tutto il perimetro di 60 mm in XPS e cassonetto isolato. Il fattore di forma contenuto, dovuto sostanzialmente al notevole volume dell’intero edificio di forma compatta, ha contribuito a raggiungere il risultato di CasaClima Classe A con circa 29 kWh/m2a.

L’edificio, infatti, oltre ad avere la Classe A+ del protocollo di certificazione nazionale, ha ottenuto anche la certificazione CasaClima Classe A, che ha preso in considerazione anche la qualità dell’aria dell’intero edificio, garantita costantemente dalla ventilazione meccanica.

I quattordici appartamenti (di cui sono 7 quelli finora venduti) sono stati realizzati con grande attenzione anche agli aspetti antisismici, mentre, tra le novità di maggior rilievo utilizzate, c’è il riscaldamento radiante.

La ditta costruttrice è la Edil Zeta di Fiume Veneto che, già da qualche anno ha dimostrato di saper guardare al futuro, compiendo scelte che non tutti i costruttori edili si sentono ancora di fare. Evidentemente l’intervento è risultato vincente ed è stato replicato con la realizzazione di altre tre unità monofamiliari in Classe A CasaClima poco distanti, che sono in fase di ultimazione.

Tutte queste strategie sono state pensate partendo dalla progettazione di un involucro edilizio ad alta efficienza energetica, poiché soltanto attraverso un adeguato spessore di isolamento termico e una corretta progettazione del dettaglio termico è possibile ottenere un’elevata efficienza energetica. E questo vale sia per gli edifici esistenti che per le nuove realizzazioni.

“L’intervento di isolamento termico applicato all’esterno, come in questo caso, si può realizzare anche sull’edilizia esistente senza determinare un sostanziale disturbo per i residenti durante le operazioni di riqualificazione energetica”, spiega a QualEnergia.it il progettista CasaClima, Domenico Pepe, attivo da diversi anni su questa tipologia di edifici.

“Le ultime modifiche legislative in materia di incentivi, che hanno portato la detrazione Irpef dal 65 al 75% per i lavori che riguardano i condomini, determinano un sensibile ulteriore aumento della convenienza economica di un intervento di riqualificazione energetica degli edifici esistenti.”, dice Pepe.

A tal proposito ricordiamo che il 20 dicembre scorso la Commissione Europea-Direzione Energia ha pubblicato un bando dal titolo “Studio completo sulle attività di rinnovo energetico degli edifici e la diffusione degli edifici a energia quasi zero” (finanziamento di un milione di euro con durata massima di 18 mesi non rinnovabili).

L’obiettivo del bando è di offrire un’analisi completa delle attività di rinnovo energetico e della diffusione degli edifici NZEB nei 28 Stati membri, attraverso lo sviluppo di una dettagliata analisi statistica delle attività di rinnovo energetico e della diffusione degli edifici a energia quasi zero. I proponenti possono utilizzare una combinazione di solide analisi statistiche (ascendenti e discendenti), che comprendano indagini per campione ben progettate relative a abitazioni, proprietari degli edifici, fornitori di materiale da costruzione e imprese di costruzione. Il periodo di analisi dovrà essere di almeno 5 anni, dal 2012 al 2016. Il termine per presentare le offerte è il 10 febbraio 2017.