Partire dalle scuole per ripensare il nostro modo di costruire

Il 65,1% delle scuole italiane è stato costruito prima del 1974, cioè prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica e il 90,4% prima della legge sull'efficienza energetica del 1991. Oltre ai progetti promossi dal governo, potremmo contare già su diverse esperienze concrete di scuole riqualificate in modo innovativo.

ADV
image_pdfimage_print

Distacchi di intonaco, crepe nei muri, segni di fatiscenza: sembra il quadro di un edificio abbandonato da tempo, mentre invece stiamo parlando delle nostre scuole pubbliche che ogni giorno ospitano migliaia di bambini e ragazzi.

Da anni si denuncia lo stato di insicurezza e di scarsa manutenzione in cui versa il nostro patrimonio edilizio scolastico. Purtroppo l’ultimo terremoto, che ha colpito il Centro Italia lo scorso 30 ottobre e che è ancora in corso, ha messo a dura prova diversi istituti e in molte città, tra cui Roma. Diverse scuole sono state chiuse per giorni.

Come attesta l’ultimo rapporto “Ecosistema Scuola” (pdf) di Legambiente, le nostre scuole sono troppo vecchie: il 65,1% degli edifici è stato costruito prima del 1974, ovvero prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica e il 90,4% prima della legge in materia di efficienza energetica (1991).

Dunque siamo di fronte ad un’emergenza sicurezza che rappresenta anche un’occasione da cogliere per riqualificare il nostro patrimonio edilizio secondo un nuovo modo di costruire. Partendo proprio dalle scuole, che ospitano quelli che saranno i cittadini di domani, possiamo ripensare la nostra idea dell’abitare seguendo i criteri più avanzati di efficienza energetica e sostenibilità ambientale.

Il Governo ha lanciato un concorso di idee per realizzare 51 scuole innovative sparse in tutto il territorio italiano, stanziando 350 milioni di euro previsti dal decreto “Buona Scuola”. Il bando, che si chiama proprio Scuole Innovative, si è chiuso il 31 ottobre e una commissione di esperti individuerà per ciascuna area di intervento le prime tre proposte vincitrici.

Non si dovrà partire da zero per progettare le scuole del futuro, perché nel nostro Paese ci sono già degli esempi molto interessanti.

Durante l’ultima edizione del Saie, Norbert Lantschner (presidente ClimAbita), Domenico Pepe, consulente esperto CasaClima, e il Prof Massimo Rossetti hanno presentato hanno presentato, come utili casi-studio, 15 progetti di scuole innovative realizzate negli ultimi 10 anni, raccolte nel volume “Progetti di scuole innovative” (Maggioli Editore).

Tra questi c’è il nuovo nido d’infanzia a Guastalla, vicino Reggio Emilia (foto in alto), progettato dal’architetto Mario Cucinella e realizzato durante la ricostruzione post-sisma che ha colpito l’Emilia nel 2012.

L’edificio, che ha sostituito due nidi comunali danneggiati dal terremoto, è stato progettato seguendo una visione pedagogica che stimola l’interazione del bambino con lo spazio circostante: dalla distribuzione delle aree didattiche alla scelta dei materiali di costruzione (naturali o riciclati), fino all’integrazione tra ambiente interno ed esterno.

Ad eccezione delle fondazioni di cemento armato, la struttura portante è costituita da telai di legno lamellare che in diversi elementi verticali riprendono il motivo dei filari degli alberi, conferendo leggerezza all’insieme.

L’elevata coibentazione, la distribuzione di superfici trasparenti (massima trasparenza sul fronte sud, massima opacità sui fronti est, ovest e nord), il ricorso a sistemi all’avanguardia per il recupero dell’acqua piovana e l’inserimento in copertura di un impianto fotovoltaico, consentono di ridurre al minimo il ricorso a impianti meccanici per soddisfare i fabbisogni energetici dell’edificio. L’edificio, completato nel 2015, ha avuto un costo di 1.650 €/mq.

Un altro esempio di scuola innovativa, realizzata nel 2010 in 4 mesi, è la scuola materna di San Vito al Tagliamento (PN), progettata dall’Ing. Domenico Pepe, che ha ottenuto la certificazione CasaClima A+. Si tratta di un edificio in legno di 1568 metri quadrati con un fabbisogno energetico pari a 18 kWh/m² annui.

Quando sarà installato anche l’impianto fotovoltaico progettato di 20 kWp (144 mq di superficie) che genererà circa 21.000 kWhe/anno, l’edificio produrrà più energia di quella che consuma. La scuola è riscaldata con un impianto radiante a pavimento con pompa di calore aria-acqua e i costi di gestione a pieno regime sono di circa 2 €/mq per riscaldamento, acqua calda sanitaria e illuminazione, inferiori di quasi l’80% rispetto al limite di legge.

I materiali utilizzati sono completamente naturali e privi di emissioni nocive, con un impatto ambientale minimo: il legno, infatti, ha un consumo di energia primaria bassissimo ed è il materiale da costruzione che emette meno CO2 nel ciclo di produzione.

Per garantire la massima qualità dell’aria interna sono state utilizzate pitture naturali e i materiali componenti l’involucro sono tutti naturali con bassissime emissioni di VOC: XLam per le strutture, fibre di legno per gli isolamenti termici, cartongesso per alcune partizioni interne, finiture interne in legno, finiture esterne parzialmente con intonaco per cappotto, una parte in legno e una parte in laterizio faccia a vista.

La progettazione passiva è stata effettuata con criterio “CasaClima” ed è stata fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi energetici: in inverno la protezione dal freddo è assicurata da un pacchetto isolante da 24 cm in parete, 30 cm in copertura e 18 cm solaio verso terra; nelle mezze stagioni è stata prevista l’ottimizzazione della ventilazione naturale e i sistemi di ombreggiamento delle vetrate a sud.

Per verificare la qualità di isolamento termico e di tenuta dell’aria, l’edificio è stato sottoposto al Blower Door Test (obbligatorio per ottenere la certificazione CasaClima): il test ha dato il risultato di 0,78 h-1 ampiamente sotto il limite di 1 h-1 imposto da CasaClima. L’importo dei lavori è stato di 2.400.000 euro con un costo di costruzione di circa 1.240 €/mq.

Possiamo concludere che gli edifici scolastici potranno essere proprio un primario terreno di intervento per quella riqualificazione architettonica ed energetica, anche spinta, dell’esistente che è l’unica in grado di consentire risultati significativi a livello economico ed energetico.

ADV
×
0
    0
    Carrello
    Il tuo carrello è vuotoRitorna agli abbonamenti