Il solare termodinamico in Spagna nei mesi estivi, cioè da giugno a settembre ha prodotto il 3,9% di energia elettrica. Ci sono state anche punte giornaliere del 9,4% ad esempio la domenica 19 giugno.

Sono 50 le centrali solari termiche ad alta temperatura installate nel paese iberico (qui la mappa) per una potenza complessiva di 2.304 MW. Hanno prodotto più o meno quanto il solare fotovoltaico che tuttavia ha una potenza installata più che doppia.

In particolare hanno così contribuito alla generazione di energia elettrica nei diversi mesi estivi sul totale della domanda:

  • giugno: 4,4%
  • luglio: 4%
  • agosto: 4%
  • settembre: 3,1%

Questi impianti solari termodinamici grazie al loro stoccaggio contribuiscono al carico di base di notte, fornendo dal tramonto fino alle 5 una potenza superiore a 700 MW. In pratica alcune centrali possono funzionare per 24 ore senza interruzione.

Il presidente dell’associazione di categoria Protermosolar, Luis Crespo, ha spiegato che la possibilità di stoccaggio degli impianti solari termodinamici aumenta il valore dell’energia prodotta, perché la rende più gestibile all’interno del sistema elettrico. Quindi a volte è fuorviante basarsi esclusivamente sul classico criterio del costo di generazione a breve termine.

Sta intanto migliorando la curva di apprendimento di questa tecnologia: nei primi anni di funzionamento, circa cinque, gli impianti solari termodinamici spagnoli hanno prodotto 5,1 TWh annuali (dato 2015). Anno dopo anno vengono gestiti sempre meglio tanto che stanno incrementando la loro produzione (era di 4,9 TWh nel 2014). Ricordiamo che in Spagna dal 2013 non è stato installato nessun impianto solare a concentrazione.

Nel 2017 la capacità di stoccaggio delle centrali solari potrà arrivare a circa 800 MW e fornire così un elevato contributo al picco della domanda serale.