La Cina critica le idee di Trump sull’energia

Un politico saggio, fanno sapere da Pechino, dovrebbe seguire le tendenze globali. Porte aperte, anche se tra molte contraddizioni, agli investimenti in fonti rinnovabili e alle misure per ridurre le emissioni di gas serra. Intanto è fittissima l’agenda clima-energia del summit di Marrakech, la Cop 22.

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Anche la Cina ha più di un dubbio su quello che pensa Donald Trump in tema di energia e clima. Per il candidato repubblicano alla Casa Bianca, come abbiamo già osservato, il surriscaldamento terrestre è una bufala – hoax è il termine inglese – perché il multimiliardario americano è molto scettico sulle responsabilità umane dei cambiamenti climatici (Hillary vs. Donald, ricette opposte su energia e clima).

Che cosa accadrebbe se Trump succedesse a Barack Obama? Le elezioni presidenziali si svolgeranno mentre sarà in corso la Cop22 a Marrakech, in Marocco (7-11 novembre), appuntamento fondamentale per dare un seguito all’accordo di Parigi che sta per entrare ufficialmente in vigore.

La Cina ha fatto sapere che un politico saggio dovrebbe seguire le tendenze globali, con un chiaro riferimento alle “sparate” di Trump che negano e minimizzano il global warming. L’opinione è stata espressa da Xie Zhenhua, capo negoziatore di Pechino per i cambiamenti climatici, citato dall’agenzia Reuters.

È molto raro sentire dei commenti cinesi sulle elezioni straniere: questo ci dà la misura di quanto siano poco condivise le idee dello sfidante di Hillary Clinton alla presidenza USA. Certo, il Paese del Dragone naviga dentro molte contraddizioni, tra investimenti in aumento nelle fonti rinnovabili e dipendenza dai combustibili fossili, ma ha avviato una serie di misure per sostenere la green economy.

Xie Zhenhua ha confermato che la Cina intende lanciare un mercato nazionale del carbonio nel 2017; tante sono le sfide che attendono Pechino per bilanciare crescita economica e tutela ambientale nei vari settori, dall’industria ai trasporti (La Cina verso la conquista del mercato dell’auto elettrica: scenari e sfide).

Questo, in sintesi, è lo spirito con cui si aprirà il vertice di Marrakech, ma tutti i riflettori saranno puntati sull’election day americano. Improbabile, quindi, che saranno prese decisioni “pesanti” sull’agenda post parigina prima di conoscere il nome del nuovo presidente.

Molteplici i punti da discutere in Marocco durante il summit sul clima. Ecco i principali:

  • Definire un quadro di regole per implementare l’accordo di Parigi entro il 2018.
  • I 195 paesi partecipanti offriranno contributi maggiori prima del 2020 nella lotta al surriscaldamento globale?
  • Come aiutare le nazioni più povere nei loro sforzi per promuovere le tecnologie pulite
  • Perché alcune grandi economie, tra cui Russia, Australia, Corea del Sud e Giappone, non hanno ancora ratificato Parigi 2015? Come comportarsi con loro?
  • Sbloccare quei 100 miliardi di dollari annui con cui finanziare l’economia verde nei paesi emergenti, promessi nel 2009 ma rimasti finora lettera morta.

Tornando agli Stati Uniti, è molto probabile che Hillary Clinton, se dovesse diventare il primo presidente donna della storia americana, proseguirà la politica “verde” di Obama, puntando sulle fonti rinnovabili. L’opposto di Trump, che ha sempre preferito parlare di carbone, shale gas e petrolio, di scelte sbagliate dell’attuale presidenza, della necessità di eliminare le regole restrittive sulle emissioni di CO2.

Il candidato repubblicano sembra ignorare i campanelli d’allarme: la “nuova realtà climatica” in cui siamo entrati secondo la World Meteorological Organisation, il superamento stabile della soglia psicologica di oltre 400 parti per milione di CO2 nell’atmosfera, il rapido esaurimento del carbon budget compatibile con un aumento delle temperature medie entro due gradi centigradi.

Trump, in definitiva, incarna perfettamente il pensiero di tutte le lobby fossili più conservatrici e restie a investire in un’economia più pulita e resiliente, capace di adattarsi alle mutate condizioni climatiche globali ed evitare gli impatti più devastanti dei gas serra.

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