Per il boom dell’auto elettrica più potenza rinnovabile e ricariche smart

Nello scenario più avanzato proposto dall’European Environment Agency i veicoli a zero emissioni saranno l’80% del totale nel 2050. Un'utopia? Vediamo intanto quali potrebbero essere gli impatti delle vetture del futuro sulle reti e sulla riduzione della CO2.

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Quando si prova a stimare quante saranno le auto elettriche in strada nei prossimi anni si finisce sempre nell’incappare in una grande incertezza.

Per ora l’unico dato certo è che le vetture a zero emissioni rappresentano una percentuale irrisoria in Europa: 1,2% circa delle vendite totali e 0,15% circa dell’intero parco circolante, anche se alcuni paesi, in particolare la Norvegia, dimostrano che i numeri possono essere molto più elevati (vedi QualEnergia.it).

L’European Environment Agency (EEA) allora ha provato a immaginare quali potrebbero essere gli impatti dei veicoli a batterie sulla riduzione dei gas serra e sulla stabilità delle reti energetiche, se davvero tali veicoli riusciranno a conquistare ampie quote di mercato.

Anzi amplissime, guardando i due scenari elaborati dall’agenzia, uno intermedio e uno avanzato, con una penetrazione delle auto elettriche, rispettivamente, del 50% e dell’80% nel 2050. Per il momento siamo nel campo dei calcoli puramente teorici (il rapporto completo è allegato in basso).

Certo, è lecito aspettarsi una rapida diffusione delle vetture ecologiche: i prezzi delle batterie sono in calo, l’autonomia delle stesse batterie è in crescita, nuovi modelli stanno comparendo nei saloni di tutto il mondo e c’è da vedere quale sarà l’effetto traino della Tesla Model 3. Senza dimenticare che piano piano si stanno formando le prime infrastrutture di ricarica nelle città e nei percorsi extraurbani (se ne discute anche in Italia, vedi QualEnergia.it).

Torniamo alle ipotesi dell’agenzia europea, considerando lo scenario più ottimista, o se vogliamo utopico, per ora è difficile dare una definizione. Se nel 2050 in Europa l’80% delle vetture passeggeri in circolazione sarà alimentato solo dalle batterie, allora il sistema elettrico avrà bisogno di 150 GW di potenza aggiuntiva per far fronte alle esigenze di questa mobilità sostenibile.

Tutte quelle auto a zero emissioni, infatti, consumeranno quasi il 10% dell’energia elettrica richiesta in totale in Europa tra poco più di trent’anni (ora siamo intorno allo 0,03%). Con differenze anche notevoli tra i singoli paesi, dal 3% stimato per la Bulgaria al 24% calcolato per il Lussemburgo (vedi grafico).

Le proiezioni “base” della Commissione UE, tanto per dare un termine di confronto, assegnano alle vetture elettriche una penetrazione complessiva di mercato dell’8% nel 2050, con un’incidenza assai ridotta sull’assorbimento di elettricità (1,3% dei consumi totali a quella data).

Per i 150 GW addizionali richiesti dallo scenario avanzato per alimentare le auto elettriche, il rapporto suggerisce la seguente suddivisione: 87 GW da eolico, 45 GW da fotovoltaico, 24 GW da idroelettrico e 13 GW da biomasse.

Con ogni probabilità, il mix energetico non sarà tutto così pulito e moltissime centrali continueranno a bruciare combustibili fossili, Comunque lo studio prevede una riduzione netta delle emissioni di CO2 pari a 255 milioni di tonnellate/anno nel 2050 grazie all’elettrificazione dei trasporti privati.

Molto importanti, osserva infine il rapporto, saranno le strategie di smart charging adottate dai diversi paesi e operatori di rete.

Stiamo parlando delle applicazioni di ricarica intelligente: ad esempio, fare il pieno alle batterie nei periodi in cui i consumi elettrici sono più bassi e le tariffe più vantaggiose, o utilizzare le medesime batterie per lo storage diffuso, contribuendo anche a fornire determinati servizi di rete, come la regolazione di frequenza e il bilanciamento di domanda/offerta.

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