Francia, aste per 1.350 MW fotovoltaici su tetto

L'annuncio è arrivato dalla ministra dell'energia Ségolène Royale. Il nuovo contingente, triennale e destinato alle installazioni fino a 250 kWp sugli edifici, si aggiunge a quello da 3 GW per i grandi impianti a terra. Parigi vuole arrivare dagli attuali 6,7 GW di potenza da FV a 20,2 entro il 2023.

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Arrivata nel novero dei mercati importanti per il fotovoltaico tardi e con una crescita graduale, la Francia si sta rivelando promettente per il settore, grazie agli impegni di questo governo e della sua ministra dell’Energia, Ségolène Royale.

Per i prossimi 3 anni, infatti, oltralpe il settore avrà una certa quantità di lavoro garantito anche solo con le aste pubbliche lanciate: dopo quelle per 3 GW di potenza in parchi utility scale a terra, ieri è arrivato l’annuncio, peraltro atteso, che nel triennio saranno messi a gara incentivi per altri 1,35 GW, questa volta per installazioni FV su tetto.

Le aste annunciate

I 1.350 MW su tetto saranno contesi in 3 gare a cadenza annuale, ciascuna da 450 MW. In attesa di dettagli ufficiali, operatori del settore riferiscono che le aste saranno riservate a progetti inferiori ai 250 kWp. L’energia prodotta da questi impianti, oltre al prezzo di vendita dell’energia, riceverà una tariffa incentivante, che sarà stabilita con l’asta.

Per i grandi impianti a terra saranno messi a gara 1.000 MW all’anno (in due gare annuali) in un periodo di 6 anni, per cui 6 GW in totale che fanno 7,35 GW aggiungendo anche le aste per le installazioni su edificio dei prossimi 3 anni.

Dal 2014 a inizio 2016, la potenza fotovoltaica francese è cresciuta del 40% grazie a tre gare che – dicono dati governativi – hanno generato oltre 1 miliardo di euro di investimenti e 5.000 nuovi posti di lavoro.

Nella prima metà del 2016, la Francia ha installato circa 750 MW di FV, portando il totale a circa 6,7 GW.

Gli obiettivi

Le rinnovabili nel 2015 hanno coperto il 18,7% della domanda elettrica francese. La legge sull’energia – votata l’estate scorsa – prevede che entro il 2030 la quota delle rinnovabili sulla domanda elettrica dovrà essere di almeno il 40%, mentre la fetta di torta del nucleare dovrà scendere entro il 2025 dal 75% dei consumi elettrici attuale al 50%.

Le nuove gare sul FV annunciate contribuiranno al raggiungimento degli obiettivi di Parigi per il fotovoltaico, fissati in 10.200 MW al 2018 e tra 18.200 e 20.200 MW al 2023.

Insomma, in Francia il settore sembra godere di un quadro di sostegno relativamente favorevole e, soprattutto, stabile.

I “Green bond di Stato” e i nuovi incentivi

Parigi di recente ha fatto un altro annuncio interessante per il mondo dell’energia pulita: sta per lanciare delle obbligazioni “verdi” sovrane che serviranno per finanziare progetti nelle campo del rinnovabili e nell’efficienza energetica (vedi qui).

A maggio la Francia ha approvato i nuovi meccanismi incentivanti per le rinnovabili, con tre decreti che attuano la legge 104 sulla transizione energetica (vedi qui per i provvedimenti e i dettagli).

La novità più importante è che per gli impianti sopra ai 500 kW (con significative eccezioni – vedi sotto) si sostituiscono gli incentivi attuali, erogati sotto forma di obbligo d’acquisto, con un sistema di “complément de rémunération”, analogo al “contract for difference” in vigore nel Regno Unito.

L’obbligo di acquisto resta invece in vigore per gli impianti di piccola taglia e per l’eolico. Più in dettaglio, tra gli impianti che continueranno a beneficiare del meccanismo attuale figurano quelli fotovoltaici su edifici con potenza inferiore a 100 kW, le centrali idroelettriche e a biogas fino a 500 kW, i parchi eolici a terra (ad eccezione di quelli installati in Corsica) e quelli offshore che hanno vinto le gare dedicate o sono inclusi in progetti di R&S francesi o della Ner 300, le installazioni da cogenerazione da gas fino a 300 kW e le centrali fino a 12 MW che utilizzano gas di miniera.

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