Più informazioni e chiarezza per la futura etichetta energetica degli elettrodomestici

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L’Europarlamento approva il testo che porterà a modificare l’etichetta energetica degli elettrodomestici dalle attuali classi A+, A++ e A+++ ad una scala più chiara che va dalla A alla G. Novità come il QR code, le smart appliances, un database pubblico europeo con informazioni aggiuntive.

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Gli obiettivi europei di efficienza energetica passano anche per una chiara etichettatura degli elettrodomestici come frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, asciugatrici, televisori, ecc.

Per questo motivo il 6 giugno il Parlamento Europeo in assemblea plenaria a Strasburgo ha approvato a stragrande maggioranza (580 voti favorevoli, 52 contrari e 79 astensioni) il testo che dovrà modificare l’etichetta energetica degli elettrodomestici (vedi in fondo all’articolo).

Questo voto ha di fatto detto che le attuali classi A+, A++ e A+++ potrebbero indurre in inganno i consumatori, facendo credere loro di acquistare un elettrodomestico fra i più ecologici della categoria, quando invece non è così.

Viene pertanto definito il ritorno alla vecchia scala dalla A alla G, che avverrà in tre tappe, a partire dalla sparizione entro 21 mesi dei “+” che ora compaiono sulle etichette.

Le classi di efficienza così attribuite rimarranno valide probabilmente per 10 anni. Successivamente si procederà ad una redistribuzione, sempre in base alla scala A-G, il cosiddetto “riscalaggio”, quando le classi A e B risulteranno sovraffollate.

Più nello specifico, il testo modificato afferma che qualsiasi successiva modifica sarà avviata quando il 25% dei prodotti venduti nel mercato dell’UE rientrerà nella classe di efficienza energetica più elevata A, oppure il 50% dei prodotti venduti nel mercato dell’UE rientrerà nelle classi A e B.

“L’efficacia delle attuali etichette si è affievolita col tempo, soprattutto per il proliferare di scale diverse: in alcuni casi si usa quella da A+++ a D, in altri da A a G, in altri ancora da A++ a E”, ha detto il relatore del testo, Dario Tamburrano (Movimento 5 Stelle), che ha spiegato anche quali sono le vere novità dal suo punto di vista.

Tamburrano segnala soprattutto la creazione di un database europeo di tutti i prodotti coperti da etichettatura, che dovrà entrare in funzione entro il 1° gennaio 2018. Si consentirà così ai cittadini di interagire con un’etichetta digitale, parallela a quella di carta, ma ricca di informazioni e funzioni aggiuntive. Un QR code o etichetta digitale su quella di carta costituirà una delle porte d’accesso al database.

“Diventerà così possibile fare come in Australia – ha detto in una nota Tamburrano – cioè sviluppare applicazioni, soprattutto per smartphone ma non solo, in grado di fare confronti immediati tra due o più apparecchi, stabilire quale è il più conveniente in base alle abitudini personali, calcolare il consumo di energia negli anni e il tempo di rientro dell’investimento per l’acquisto di un modello più o meno efficiente”.

I produttori di elettrodomestici avranno la possibilità di inserire sulle etichette di carta anche un simbolino per indicare le apparecchiature ‘smart’, cioè quelle in grado di accendersi quando l’energia elettrica è meno cara, o quando è disponibile con più abbondanza sulla rete elettrica. Un’innovazione utile per risparmiare in bolletta ma anche per favorire l’ingresso nella rete elettrica delle energie rinnovabili, per natura discontinue. “Anticipiamo così un cambiamento epocale, che altrimenti avrebbe atteso altrimenti moltissimi anni prima di essere recepito dalla regolamentazione”, ha spiegato Tamburrano.

Tra le novità del testo approvato anche la possibilità per gli acquirenti di ottenere il rimborso in caso di etichetta infedele. In una indagine nell’ambito del progetto MarketWatch, co-finanziato dalla Commissione Europea e realizzato da un consorzio di associazioni ambientaliste e consumeriste europee, tra cui Legambiente e Movimento di difesa del cittadino, si era scoperto che quasi un elettrodomestico su cinque consuma più elettricità di quanto riportato nella sua etichetta. Si stima peraltro che oltre 10 miliardi di euro di risparmio energetico vadano persi ogni anno a causa di produttori e rivenditori di elettrodomestici che non seguono le norme europee sull’efficienza.

Previsto infine anche il rafforzamento della sorveglianza sulla conformità, affidata alle autorità nazionali: il database, oltre alla parte pubblica, ne avrà anche una riservata, utile a questo scopo.

Il testo è stato rinviato alla Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia per un’ulteriore considerazione degli emendamenti approvati in plenaria. In fase di approvazione del testo il Parlamento Europeo ha conferito all’eurodeputato Dario Tamburrano il mandato a negoziare il testo finale della normativa con l’altro co-legislatore europeo, cioè il Consiglio dell’UE.

Le etichette relative all’efficienza energetica delle apparecchiature che consumano energia esistono nell’UE da 20 anni. Unita all’ecodesign, l’etichettatura consente un risparmio energetico stimato dalla Commissione Europea in 175 Mtep all’anno entro il 2020: all’incirca la quantità di energia consumata in un anno dall’Italia.

Testo “Etichettatura dell’efficienza energetica” approvato dal PE (6/7/2016)

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