I prezzi bassi di carbone e gas continueranno, ma non freneranno l’inesorabile ascesa delle rinnovabili nel sistema elettrico mondiale. È questa la bottom line del nuovo rapporto previsionale di Bloomberg New Energy Finance (BNEF), New Energy Outlook 2016.

Nella nuova edizione del report BNEF rivede significativamente al ribasso le previsioni sui prezzi dei combustibili fossili, ma eolico, solare e sistemi di accumulo avranno cali dei costi molto più rapidi.

Lo scenario che gli analisti disegnano per il periodo 2016-2040 resta comunque preoccupante: la transizione energetica è avviata e inarrestabile, ma l’inerzia degli investimenti in fossili la rallenta, mettendo a rischio gli obiettivi sul clima. Nonostante il rallentamento economico e la decarbonizzazione dell’economia cinese, la crescita della generazione a carbone in India e in altri mercati emergenti spingerà le emissioni mondiali, che, si prevede, al 2040 saranno del 5% superiori a quelle attuali.

Nel grafico l’evoluzione del mix elettrico mondiale nello scenario dipinto dal report. Si noti la traiettoria ascendente delle nuove rinnovabili, solare ed eolico.

Ma vediamo per punti sintetici alcuni dati interessanti che emergono dal report:

Gas e carbone ancora a prezzi bassi. La previsione a lungo termine di BNEF per i prezzi delle due commodity è stata rivista al ribasso, rispettivamente del 30 e del 33% rispetto all’edizione dell’anno scorso. Chiaro come questo renda più competitive le centrali a gas e a carbone, che però dovranno vedersela con le policy orientate a ridurre le emissioni e con le energie rinnovabili che saranno sempre più competitive.

Eolico e fotovoltaico sempre più convenienti. Si prevede che il costo LCOE del MWh da eolico a terra cali del 41% entro il 2040 e che per lo stesso anno quello del FV scenda del 60%. Negli anni ’20 – stima BNEF – queste forti saranno le più economiche in molti Paesi (già lo sono ora in alcuni contesti, ricordiamo che per i grandi parchi FV si è toccato il valore record di 30 $/MWh), e negli anni ’30 lo saranno quasi in tutto il mondo.

Ancora troppi investimenti in fossili. Soprattutto nelle economie emergenti si continuerà a investire in gas e carbone: la previsione è che nel periodo si spenderanno circa 1.200 miliardi di dollari in impianti a carbone e quasi 900 miliardi in centrali a gas.

Gli investimenti in rinnovabili. Secondo BNEF alle rinnovabili nel periodo 2016-20140 andranno 7.800 miliari di dollari: 3.100 all’eolico, 3.400 al solare e 911 all’idroelettrico.

Troppo poco per stare sotto ai 2 °C. Per centrare l’obiettivo sul clima, oltre ai 7.800 miliardi di investimenti in rinnovabili citati, secondo Bloomberg, ne servirebbero altri 5.300.

Boom delle auto elettriche. Nel 2040 secondo la previsione i mezzi elettrici saranno al 35% delle vendite di veicoli leggeri, per circa 41 milioni di auto vendute, 90 volte il valore del 2015. La mobilità elettrica farà aumentare la domanda elettrica dell’8%.

Batterie, batterie, batterie. Il boom dei veicoli elettrici porterà a un calo dei costi delle batterie al litio. Il mercato dell’energy storage stazionario al 2040, secondo il report, sarà di 250 miliardi di $ l’anno; la capacità di accumulo “dietro al contatore” passerà dai circa 400 MWh attuali a 760 GWh, cioè si moltiplicherà per 1.900.

Meno carbone in Cina. La riduzione dell’intensità energetica del gigante asiatico e la sua spinta verso le rinnovabili hanno portato BNEF a rivedere la previsione sulla produzione da carbone in Cina tra 10 anni, tagliandola di circa 1000 TWh, cioè del 21%.

La questione India. La domanda elettrica dell’altro colosso asiatico crescerà di 3,8 volte dal 2016 al 2040. Nonostante 611 miliardi di investimenti in rinnovabili e 115 in nucleare, l’India continuerà a contare molto sul carbone per soddisfare la sua crescente fame di energia. Risultato: le emissioni del settore elettrico indiano triplicheranno da qui al 2040.

Rinnovabili egemoni in Europa e Usa. In Europa, si prevede, le fonti pulite al 2040 peseranno per il 70% della domanda elettrica europea, negli Stati Uniti arriveranno, per lo stesso anno, al 44% del mix, sorpassando il gas.