Ecobonus anche per giardini e parchi? Depositata una nuova proposta di legge

  • 30 Maggio 2016

Il disegno di legge appena presentato alla Camera prevede l’agevolazione fiscale del 65% per gli interventi di “sistemazione a verde” nelle aree scoperte di edifici privati. Gli obiettivi sono due: rilanciare le aziende florovivaistiche e contribuire alla rigenerazione urbana.

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Non solo infissi, caldaie, pompe di calore, pannelli solari: l’ecobonus del 65% in futuro potrebbe riguardare anche gli interventi di “sistemazione a verde”.

È quanto prevede la proposta di legge appena depositata alla Camera da Enrico Borghi, capogruppo del Pd in commissione ambiente, insieme a Veronica Tentori. Non è la prima volta che si chiede di estendere l’agevolazione fiscale a parchi, giardini e balconi: lo scorso autunno, ad esempio, il senatore Gianluca Susta presentò un disegno di legge che prevedeva una detrazione del 36% per lavori di sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, con una soglia minima di spesa pari a 2.000 euro fino a un massimo di 30.000 (5.000-50.000 per gli interventi nei giardini e nelle parti comuni dei palazzi condominiali).

Un’altra proposta era arrivata dal M5S per mezzo del deputato Massimo De Rosa. In quel caso si trattava di un bonus del 65% (fino a un massimo di 15.000 euro) per favorire la creazione di “tetti verdi”, ricoperti in tutto o in parte dalla vegetazione e composti da un “pacchetto” di più strati: membrana impermeabile, strato di drenaggio e accumulo idrico, tessuto di filtro, substrato colturale, vegetazione vera e propria.

I vantaggi? Isolamento acustico delle abitazioni, regolazione degli sbalzi termici e dell’umidità, risparmio energetico grazie al minore fabbisogno per il riscaldamento invernale/raffrescamento estivo (si veda QualEnergia.it, Erba e piante sul tetto: costi e vantaggi dei tetti verdi).

Mentre di questi disegni di legge si sono un po’ perse le tracce, ecco la nuova iniziativa che secondo Borghi «sicuramente darebbe la possibilità alle nostre città e alle realtà urbane di essere più verdi, più vivibili, grazie agli investimenti dei privati, in particolare in un’epoca come la nostra caratterizzata una difficoltà finanziaria degli enti locali. La mia proposta – continua l’onorevole – oltre a promuovere la cultura del verde privato, attraverso misure incentivanti, sostiene in tal modo anche i settori florovivaistici locali, favorendo l’emersione del sommerso e il rilancio del comparto».

Gli obiettivi quindi sono due: da un lato, rilanciare le aziende florovivaistiche, dall’altro contribuire alla rigenerazione urbana, intesa sia come miglioramento estetico sia come aumento del benessere collettivo. Vedremo se questa proposta avrà più fortuna delle precedenti e quale sarà il suo iter parlamentare; interessante potrebbe essere una fase di sperimentazione, magari triennale, per valutare la sua efficacia.

Estendere l’ecobonus del 65% a giardini, parchi e coperture verdi potrebbe essere un modo per far entrare la “cultura del verde” nell’ambito delle ristrutturazioni/riqualificazioni degli immobili, dando un’opportunità in più per realizzare edifici più belli e vivibili.

Un piccolo contributo, insomma, a tutte quelle tendenze in architettura (la biomimicry, per esempio) che sempre di più traggono ispirazione dal mondo naturale per trovare nuove soluzioni di efficienza energetica e benessere ambientale.

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