Domanda elettrica in Germania: un pomeriggio con quasi il 100% di rinnovabili

Domenica 15 maggio in Germania, dalle 14 alle 15 la potenza di tutte le rinnovabili ha sfiorato il 100% della domanda elettrica del paese. In particolare alle 15 la produzione da rinnovabili è stata di 45,5 GW con una richiesta di 45,8 GW: l'82% da eolico e solare.

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Domenica a tutta energia rinnovabile in Germania! Secondo i dati di Agora Energiewende, un istituto di ricerca di Berlino, ieri, domenica 15 maggio, dalle ore 2 alle 3 locali del pomeriggio la potenza di tutte le energie rinnovabili ha sfiorato il 100% della domanda elettrica del paese.

In particolare, come si intuisce dal grafico sotto, alle 14, energia solare FV, eolico, idroelettrico e biomasse hanno fornito 46,6 GW, contro una domanda a 47,1 GW. Alle 15 poi la produzione da rinnovabili è stata di 45,5 GW con una richiesta di 45,8 GW, quindi vicinissima al 100%. L’eolico ha prodotto tra le 14 e le 15 circa 22,3 e 22,6 GW, mentre il fotovoltaico ha oscillato da 16,1 GW (ore 14) a 14,7 GW (ore 15).

Il prezzo del megawattora sul mercato spot è rimasto negativo dalle 13 alle 16. In particolare alle ore 14 ha toccato, in media, -35 euro, con punte di -50 €, secondo Epex Spot.

L’evento si è ripetuto quindi in modo più significativo rispetto a solo una domenica prima (8 maggio), quando alle 11 di mattina, le rinnovabili in Germania coprivano quasi il 95% della domanda elettrica. I prezzi sulla Borsa elettrica erano stati negativi dalle 10 alle 17, con un picco di -130 €/MWh raggiunto alle 14, così che i produttori da rinnovabili non hanno ricevuto in quelle ora gli incentivi.

Ricordiamo che in Danimarca lo scorso anno, tra la sera di giovedì 9 e la mattina di venerdì 10 luglio la produzione da eolico non solo aveva soddisfatto il fabbisogno di elettricità del Paese, ma è stata esportata in Norvegia, Germania e Svezia quando, di sera e di notte, la domanda interna era diminuita. In pratica, la produzione da fonte eolica rispetto alla domanda domestica arrivò fino al 140%.

Infatti, secondo l’operatore della trasmissione danese, Energynet, alle 22,44 del 9 giugno la potenza eolica operativa era di 3.768 MW (l’installato totale in Danimarca era di circa 4.850 MW). Nello stesso momento erano in funzione altri impianti per 498 MW. Con una domanda a quell’ora di 3.236 MW, l’export netto è risultato di 1.030 MW. L’eolico avrebbe soddisfatto l’intera domanda di quel momento, ed esportato 532 MW da eolico, producendo oltre il 116% rispetto al fabbisogno. Nelle ore successive, alle ore 3 di venerdì, questa percentuale dell’energia dal vento danese è arrivata al 140%.

Eventi come questi dovranno in futuro essere gestiti con sempre maggiore accortezza al fine di evitare sprechi e prezzi negativi dell’energia elettrica. Le soluzioni? Migliori interconnessioni tra i diversi paesi, installazione di sistemi di stoccaggio di grandi capacità e una crescente elettrificazione della domanda.

Consideriamo anche che nei momenti di picco della produzione di solare ed eolico, le fonti convenzionali in Germania comunque producono almeno circa 7,7 GW. Forse dietro alla possibilità di escludere alcune aree del paese dalle aste di impianti eolici su terraferma c’è questa overcapacity e l’incapacità delle reti locali di assorbire una produzione che per certi tratti, anche se brevi nel corso dell’anno, diventa eccessiva.

Problematiche queste che saranno sempre più al centro dell’analisi degli esperti delle compagnie europee che gestiscono le reti elettriche, anche per raionare nell’ottica di una sempre minore produzione elettrica da fonti fossili che fanno oggi da carico di base (baseload) e, in Germania, ad esempio, in vista dello stop entro il 2022 della generazione da nucleare.

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