Mori, Assoelettrica: “Superiamo le divisioni tra rinnovabili e fonti convenzionali”

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Simone Mori è stato eletto nuovo presidente di Assoelettrica ed è subentrato a Chicco Testa. Nella sua prima relazione annuale ha posto l’accento sul bisogno di superare le contrapposizioni fra gli operatori elettrici al fine di creare le basi per un mercato elettrico efficiente e capace di rispondere alle sfide del momento.

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Superare le contrapposizioni fra operatori delle fonti rinnovabili e delle fonti convenzionali e aprirsi al dialogo anche con il mondo ambientalista, dei sindacati e dei consumatori per creare un mercato elettrico più efficiente, sostenibile e innovativo.

Questa la sfida lanciata dal neo-presidente di Assoelettrica Simone Mori, Direttore degli Affari Europei di Enel, nel corso della sua prima relazione annuale. Far stare dalla stessa parte operatori che si sono combattuti aspramente fino a poco fa appare a prima vista un’impresa non facile. Ma proprio in un’ottica di superamento delle divisioni del passato, tra fossili e rinnovabili, va letta la firma del protocollo d’intesa tra Assoelettrica e Assorinnovabili con cui le due associazioni si impegnano a verificare che esistano tutte le condizioni per costituire un’unica “nuova” associazione del mondo elettrico entro i prossimi dodici mesi. Un processo che aveva preso avvio oltre dodici mesi fa.

Il sistema elettrico si trasforma

Al centro della relazione di Mori il concetto secondo cui il settore elettrico in Italia, come a livello europeo, sta subendo delle profonde trasformazioni come conseguenza di vari fattori concomitanti: il dirompente emergere delle fonti rinnovabili e delle tecnologie di efficienza, che hanno probabilmente rappresentato la maggiore innovazione tecnologica degli ultimi anni in ambito elettrico, la strada intrapresa dall’unione Europea per limitare le emissioni di gas serra, la sovracapacità del parco produttivo, la concorrenza a livello retail.

«Un cambiamento così rapido e profondo avrebbe richiesto un rinnovamento incisivo dei meccanismi di funzionamento del nostro settore – ha spiegato Mori -. La risposta del sistema è stata generalmente frammentata e volta a contenere gli effetti del contesto negativo, attraverso iniziative di breve termine e fortemente congiunturali, piuttosto che ad individuare soluzioni strutturali di lungo periodo. È quindi evidente quanto sia necessario oggi uno stabile quadro di riferimento di lungo periodo. È necessario passare con decisione dalla fase di diagnosi a quella progettuale, promuovendo un disegno di riforma complessiva che affronti in modo strutturale le sfide poste dal nuovo scenario».

Mori propone quindi un metodo inclusivo che coinvolga tutti gli operatori provenienti da ogni elemento della filiera elettrica (operatori delle fonti rinnovabili inclusi) per costruire un sistema elettrico che si fondi su tre capisaldi: crescita sostenibile, sviluppo tecnologico e salvaguardia della concorrenza nel mercato.

L’idea di mercato di Assoelettrica

Nelle parti successive della sua relazione, il presidente di Assoelettrica descrive in dettaglio i pilastri di un mercato elettrico potrebbe riuscire nell’impresa di far contenti tutti: operatori delle fonti fossili come quelli delle rinnovabili.

Ma prima fa una premessa: «È nell’interesse generale la creazione di un modello di mercato efficiente, stabile e ben funzionante, nel quale gli operatori possano competere liberamente. Un sistema nel quale “policies and rules” intervengano in modo armonico e tempestivo, garantendo chiarezza e stabilità del quadro di riferimento». Queste sono parole che gli operatori delle rinnovabili sottoscriverebbero probabilmente senza pensarci sopra un secondo, visto quanto sono rimasti scottati dalle recenti normative che hanno creato tanta instabilità al settore (il decreto Spalma Incentivi e i ritardi nell’emanazione del decreto sulle fonti rinnovabili non fotovoltaiche, tanto per citarne un paio).

I pilastri del nuovo mercato elettrico

Nella sua relazione, Mori ha quindi messo in rassegna quelli che, nelle sue intenzioni, dovrebbero essere i pilastri per creare un modello di un mercato efficiente e sostenibile. Ecco alcuni dei punti salienti:

  • L’elettricità, vettore fondamentale di decarbonizzazione. Secondo Mori, i due ambiti più importanti in cui l’elettrico ha ancora ampi margini di penetrazione sono i trasporti, grazie allo sviluppo della mobilità elettrica, e il residenziale, con il crescente consumo di elettricità per la produzione di calore e raffrescamento (Mori non cita però il potenziale del solare termico e delle biomasse, ma dopotutto è il presidente di Assoelettrica…).
    E poi spiega: «L’eliminazione della tariffa progressiva, successo importante dell’azione legislativa e regolatoria, ha rappresentato un grande passo nella giusta direzione. È ora necessario che vengano rafforzate le misure specifiche a favore dei consumatori intenzionati ad investire nelle tecnologie più efficienti basate sul vettore elettrico». Dei concetti  assolutamente condivisibili da parte del mondo delle rinnovabili, ma il presidente di Assoelettrica nella sua relazione purtroppo non ricorda alcune parti della riforma delle tariffe elettriche che invece penalizzano chi vuole investire su un “vettore elettrico” come il fotovoltaico e sull’autoconsumo (si veda l’articolo “Nuova tariffa elettrica: come cambia la convenienza di risparmio e fotovoltaico”).
  • Un nuovo mercato all’ingrosso per fonti convenzionali e rinnovabili. «La quota crescente di fonti rinnovabili cambierà la natura stessa del mercato – ha affermato Mori nella sua relazione -. In esso, infatti, gran parte del parco termoelettrico svolgerà una funzione complementare e di back-up a quella delle fonti rinnovabili e, di conseguenza, richiederà meccanismi di remunerazione che non possono essere demandati unicamente agli eventuali spike di prezzo derivanti da situazioni contingenti di crisi di offerta che, peraltro, sarebbero inaccettabili per l’opinione pubblica e per i Governi».
    La soluzione secondo Mori? Garantire dei prezzi di lungo termine alle fonti convenzionali, con un sistema di capacity payment e reliability options. Un sistema, però, che potrebbe facilmente scontrarsi con la logica di mercato tanto sbandierata da Assoelettrica. «C’è chi critica questo schema considerandolo una sorta di sussidio per impianti convenzionali – ha infatti affermato Mori -. Sta a noi dimostrare che al contrario è uno strumento efficace per integrare il mercato dell’energia e garantirne una maggiore significatività di lungo termine». Un’ulteriore sfida, non facile da vincere, lanciata dal nuovo presidente di Assoelettrica.
  • Sviluppare le fonti rinnovabili in un contesto europeo efficiente e competitivo. «Un target unico europeo vincolante, assistito da meccanismi competitivi che consentano lo sviluppo dei migliori progetti su scala sovranazionale, rappresenta lo schema di base per la futura crescita del settore» ha affermato Mori, secondo cui sarà importante garantire l’integrazione delle fonti rinnovabili sulla Borsa elettrica avvicinando i mercati al tempo reale. Altro fattore su cui Mori pone positivamente l’attenzione è lo sviluppo di investimenti in generazione distribuita e autoconsumo, “evitando però che si verifichino situazioni di sussidio incrociato fra diverse classi di consumatori e investitori”.
  • Un sistema del gas capace di rispondere alle esigenze del nuovo settore elettrico e di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti. In questo ambito, il presidente di Assoelettrica ripropone nuovamente il tema dell’Italia come hub europeo nel Mediterraneo.

Delle sfide ambiziose

«Il cambiamento di paradigma sta attraversando l’intera filiera elettrica – ha affermato Mori nelle conclusioni della sua relazione -. Un cambiamento che il settore elettrico vuole guidare e favorire. Assoelettrica intende affrontarlo sin da subito, promuovendo un disegno di riforma complessiva che affronti in modo strutturale le sfide poste dal nuovo scenario».

In altre parole: Assoelettrica vuole riconfermarsi come un interlocutore imprescindibile per il mondo politico e istituzionale nel dibattito in corso sul ridisegnamento del mercato elettrico italiano e sulle proposte che il nostro Paese farà in sede europea.

«A tal fine Assoelettrica intende contribuire ad una migliore interazione tra il sistema di decisione e i differenti portatori di interessi, promuovendo uno scambio continuo con gruppi di stakeholder, sia nel panorama confindustriale (Associazioni di categoria, consumatori energy intensive, ecc.) che con le organizzazioni sindacali e le altre espressioni della società civile (associazioni ambientaliste, dei consumatori, ecc). In questo contesto si colloca anche il percorso di avvicinamento in atto fra Assoelettrica e Assorinnovabili, volto a superare la contrapposizione fra operatori convenzionali e da fonti rinnovabili».

Delle contrapposizioni che, inutile nasconderselo, sono state aspre fino a pochissimo tempo fa. Una volta che le due associazioni si saranno unite in una singola entità, sarà senz’altro interessante valutare quanto gli interessi del mondo delle rinnovabili (e dei cittadini italiani ad avere un mix verde) saranno stati garantiti. E capire se Mori avrà vinto le sue tante sfide.

Una riflessione più generale su quanto affermato da Mori: è veramente difficile credere che questo confronto epocale, cioè generazione centralizzata vs generazione distribuita e fonti fossili vs fonti rinnovabili, sia alla fine senza vincitori né vinti. L’affermazione di uno dei due sistemi energetici non può che condurre alla sempre maggiore marginalizzazione dell’altro. E l’evoluzione dell’ultimo decennio sta già fornendo chiare indicazioni su dove si stia andando.

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