Spesso siamo soliti confrontare i costi di generazione delle fonti fossili con quelle rinnovabili. È un modo classico di procedere, probabilmente non corretto, soprattutto perché le infrastrutture dei due modelli energetici non sono compatibili e le catene di approvvigionamento delle fossili e del nucleare molto più lunghe, complesse e costose, e con impatti sociali e politici ben diversi.

Le tecnologie rinnovabili stanno tuttavia rapidamente evolvendo in termini di costi e di efficienza. Anche la IEA, utilizzando il tipico approccio economicista, nel suo rapporto dello scorso anno dal titolo Projected Costs of Generating Electricity ci dice che il costo di produzione mediano del fotovoltaico nel mondo è crollato da 500 dollari per megawattora nel 2010 a circa 200 nel 2015. Questi costi LCOE, riferiti all’anno 2015 tengono conto di tutte le spese sostenute nel corso della vita utile degli impianti, dall’investimento allo smantellamento, oscillando dai 330 $/MWh di un impianto FV in Belgio ai 166 di quello in una più assolata Spagna.

In casi eccezionali (grandi impianti, molto radiazione, basso costo del denaro, contratti di acquisto dell’elettricità di lunga durata) si stanno raggiungendo costi anche di un ordine di grandezza inferiore: l’ultima asta per grandi parchi fotovoltaici indetta dalla Dubai Electricity & Water Authority è stata vinta con l’impegno a cedere l’elettricità da solare per 25 anni a 2,99 cent$/kWh, cioè circa 30 $/MWh.

Per l’eolico su terraferma oggi si va invece dai 33 $/MWh di impianti negli Stati Uniti ai 135 del Giappone.

L’avvicinamento alle fonti convenzionali è rapido. Oggi la generazione elettrica da gas, carbone e nucleare si attesta intorno ai 100 $/MWh, ma si tratta di un valore che è sensibilmente cresciuto nel corso degli ultimi 5 anni (vedi grafico IEA).

Nessuno di questi costi delle fonti tradizionali tiene però in considerazione le diverse esternalità e i sussidi diretti e indiretti ricevuti nei vari passaggi della lunga filiera, tranne, in questo caso valutato dalla IEA che del prezzo della CO2, comunque particolarmente basso (tra 4 e 6 $/t). Secondo uno studio della Duke Univerity, se includessimo le esternalità negative 1 kWh da carbone costerebbe 3 volte più di uno da fotovoltaico.

Un altro livello di analisi riguarda l’evoluzione dei costi e delle efficienze di alcune tecnologie, ma in tempi più lunghi. Qui l’evoluzione del FV è impressionante …

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