Il Comitato referendario “Vota SI per Fermare le trivelle”, e altre 12 organizzazioni diffida il Ministero dello Sviluppo Economico affinché dichiari scadute 61 concessioni per l’estrazione di gas e petrolio su terra e mare. Delle 61 concessioni, 9 sono entro le 12 miglia marine, 7 oltre e 45 su terra. Tre sono ancora attive senza mai aver chiesto una proroga, 15 ancora attive ma senza autorizzazione, 43 che possono continuare a estrarre senza autorizzazione per effetto di una norma del governo Monti.

“Le concessioni sono scadute da tempo– ha detto Enzo Di Salvatore, costituzionalista e cofondatore del Comitato – perché su queste c’è stato un intervento normativo da parte del governo Monti nel 2012 che le ha prorogate ex lege, automaticamente, nell’attesa che le procedure si chiudessero”. La norma però “è fortemente sospetta di legittimità, sostiene Di Salvatore. Il Ministero deve quindi “procedere alla chiusura delle concessioni- aggiunge – altrimenti si andrà davanti al Tar e poi, eventualmente, davanti alla Corte Costituzionale”.

Per il cofondatore del Comitato questa diffida “non ha nulla a che vedere col referendum, non è una rappresaglia per un esito sperato e non conseguito, l’avremmo presentato ugualmente. Non stiamo più chiedendo agli italiani se vogliono le trivelle – ha concluso – vogliamo solo che si rispettino la legge e le regole”.

Ecco arrivata la prima situazione ingarbugliata da sciogliere per il nuovo ministro Carlo Calenda.