Nel mondo non c’è nessuna rinascita nucleare come alcuni speravano negli anni ’90. A volte alcuni numeri sono più chiarificatori di tante motivazioni. La situazione per le centrali atomiche è in fase di stallo: dei 600 reattori costruiti dal 1954, a fine 2015 sono 441 quelli realmente operativi secondo la IAEA (382,7 GW), di cui oltre il 50% ha più di 30 anni di vita.

In fase di costruzione risulterebbero 66 reattori per una potenza di 65 GW, e il 35% è in Cina, ma sono 159 i reattori non operativi (62,1 GW, cioè il 14,2% del totale).

Graficamente la situazione della potenza operativa è quella rappresentata dal grafico qui sotto, curato dall’esperto di energia francese Bernard Chabot, che ha elaborato questa analisi di confronto tra nucleare e fonti rinnovabili a fine 2015 (partendo da dati IAEA, BP, ENTSO-E e altri, vedi allegato in basso).

Come si vede la potenza atomica è stabile dal 2005. Mentre quella dell’eolico ha registrato il sorpasso. Insieme a quella del fotovoltaico (659,5 GW in tutto), le due nuove rinnovabili hanno oggi una capacità cumulativa del 72% superiore al nucleare. Alla luce della crescita di queste due tecnologie rinnovabili il distacco tra qualche anno, per quanto riguarda la capacità installata, sarà molto più evidente.

Interessante vedere anche come Chabot renda bene graficamente la potenza elettrica da fonti rinnovabili presente nel mondo e la sua evoluzione negli ultimi 10 anni: a fronte del raddoppio della capacità di rinnovabili installata nel mondo (1.985 GW), quella nucleare è rimasta costante.

In termini di potenza annuale installata l’eolico ha superato il nucleare fin dal 1999, mentre il fotovoltaico dal 2007. Nel 2015 eolico+FV hanno una nuova potenza annuale installata di 12 volte maggiore di quella dell’atomo.

Ovviamente l’analisi deve essere poi fatta dal lato della produzione. Nel 2015 la produzione globale da nucleare ammontava a 2.464 TWh (di cui il 33% nell’UE28); è aumentata del 2,2% (53 TWh) rispetto all’anno precedente. Invece nell’Unione europea lo scorso anno è diminuita del 2,4% (-20 TWh), ma dal suo picco, avvenuto nel 2004, il decremento è del 15% (-145 TWh).

In un confronto con le fonti rinnovabili vediamo che, tranne che nel 2001 e 2002, la generazione elettrica nucleare è stata sempre inferiore a quella da idroelettrico. Eolico e FV fanno insieme poco meno di 900 TWh; quindi hanno ancora da colmare un gap importante con l’atomo.

Oggi va rimarcato però che la produzione nucleare è più bassa di quella del 1999 e inferiore del 12% rispetto al massimo storico del 2006, quando venne toccato il record di 2.806 TWh. Mentre quella relativa alle rinnovabili, soprattutto di eolico e FV, è in continua e fortissima crescita.

È nell’UE28 che le fonti rinnovabili, incluso l’idroelettrico, hanno superato la generazione da nucleare: 899 contro 832 TWh. Senza l’idro le altre rinnovabili si attestano invece a 524 TWh. Ma dietro al nucleare ci sono oltre 50 anni di storia e di mercato, mentre per l’eolico e il fotovoltaico un vero sviluppo commerciale è iniziato, rispettivamente, 15 o 10 anni fa.

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