Pellet al piombo, sequestrate 28 tonnellate in arrivo dall’Albania

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La merce, confezionata in 1.867 sacchetti da 15 kg ciascuno, sottoposta ad analisi da parte del laboratorio chimico, è stata classificata come 'contaminata', in quanto contenente una quantità di piombo oltre i limiti consentiti e quindi pericolosa per la salute e l'ambiente. Ma come va scelto il pellet?

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“Nell’ambito delle attività di contrasto ai traffici illeciti, i funzionari dell’ufficio delle Dogane di Bari hanno sequestrato, in collaborazione con i militari della Guardia di Finanza, circa 28 tonnellate di pellet proveniente dall’Albania“.

È quanto si legge in un comunicato dell’Agenzia delle Dogane, che aggiunge: “La merce, confezionata in 1.867 sacchetti da 15 kg ciascuno, sottoposta ad analisi da parte del laboratorio chimico, è stata classificata come ‘contaminata’, in quanto contenente una quantità di piombo oltre i limiti consentiti e quindi pericolosa per la salute e l’ambiente”.

A seguito del sequestro, il legale rappresentante della ditta importatrice è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari.

Il nostro Paese è primo a livello mondiale per consumo di pellet per il riscaldamento, con circa 3 milioni di tonnellate annue. Risultiamo anche i primi importatori al mondo di pellet, con oltre 2,5 milioni di tonnellate/anno, visto che la produzione interna non è in grado di rispondere alla domanda.

A tutela al consumatore possono venire in aiuto le certificazioni emesse da enti terzi rispetto a produttori e distributori. La certificazione più diffusa in Italia e a livello internazionale è la EN Plus, che fa riferimento alla nuova norma UNI EN ISO 17225-2. All’interno del logo di EN Plus viene riportata la classe di qualità del pellet (A1 o A2).

«È importante scegliere pellet certificato per avere una garanzia di trasparenza, qualità, tracciabilità – spiegava a QualEnergia.it Laura Baù di Aiel-Associazione Italiana Energie Agroforestali, sentita questo autunno per un nostro articolo su prezzi e scelta del pellet -. EN Plus basa il proprio controllo lungo tutta la filiera ed è l’unica a fornire uno standard sulle caratteristiche chimico-fisiche del pellet in maniera da ottimizzare l’uso negli apparecchi. Il consumatore ha difficoltà a comprendere le caratteristiche del pellet e anche per i produttori di stufe e caldaie è utile avere uno standard di prodotto per poter calibrare le macchine e perfezionarne il funzionamento».

Se la certificazione è senz’altro un elemento positivo che può aiutare il consumatore nella scelta del pellet, non ne vanno taciuti alcuni limiti. Primo fra tutti la difficoltà di verificare in maniera continuativa i prodotti in commercio. I produttori certificati En Plus devono obbligatoriamente sottoporsi a una singola ispezione ogni anno e l’organismo di certificazione può richiedere, a sua discrezione, delle verifiche ispettive straordinarie, ad esempio se si dovesse riscontrare un numero di lamentele significativo. Insomma, attenzione alla qualità del pellet per ragioni ambientali, ma anche di qualità della combustione, quindi dal punto di vista economico.

Per approfondire: Speciale Tecnico di QualEnergia.it “Riscaldarsi con il pellet e con la legna”

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