In futuro potremmo usare moduli capaci di produrre elettricità dal sole 24 ore su 24, grazie a degli alleati particolari: una specie di batteri tra le più diffuse.

Un passo avanti in questa direzione è stato fatto nei laboratori di un’università americana, la Binghamton University: per la prima volta sono state connesse in un modulo 9 celle “biosolari”, cioè che usano batteri per convertire l’energia del sole. Il modulo (in foto), capace di produrre energia continuamente, ha raggiunto la potenza record, per questo tipo di tecnologia, di 5,59 microwatt.

Si tratta di output non paragonabili a quelli del fotovoltaico convenzionale: a parità di configurazione di celle e di superficie occupata, dove un impianto al silicio produrrebbe 200 watt, la tecnologia ai batteri che si sta studiando allo stato attuale non arriverebbe che a 0.00003726 watt.

Ma quella delle celle biosolari è una soluzione che ha ampi margini di miglioramento e che ha un grosso vantaggio rispetto ad altre tecnologie: quello di produrre energia senza soluzione di continuità.

Ad esempio un pannello solare biosolare, “potrebbe essere usato come alimentazione permanente a lungo termine per piccoli sensori senza fili da installare in località dove il cambio delle batterie è scomodo”, spiega, Seokheun “Sean” Choi uno degli autori della ricerca.

Ma non solo: lo studio “potrebbe permettere permettere di capire meglio i processi fotosintetici di trasferimento extracellulare degli elettroni, costituendo una piattaforma versatile per gli studi delle celle biosolari”, continua Choi.

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