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NoTriv: “Alcune compagnie petrolifere hanno trivellato anche a concessioni scadute”

  • 13 Aprile 2016

Nove delle 44 concessioni oggetto del referendum erano scadute e alcune addirittura da anni. Erano state presentate le istanze di proroga, ma il Ministero dello sviluppo economico non si era ancora espresso. I NoTriv chiedono la rimozione dei responsabili

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Nove delle 44 concessioni oggetto del Referendum erano scadute e alcune addirittura da anni. Erano state presentate le istanze di proroga, ma il Ministero dello sviluppo economico non si era ancora espresso. E allora le compagnie hanno continuato a operare indisturbate.

«Il Governo Renzi deve rispondere al Paese di quanto è accaduto. Davanti a un fatto di tale gravità è doverosa la rimozione del responsabile della direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche, Franco Terlizzese», ha commentato Enrico Gagliano del Coordinamento Nazionale dei No Triv.

Insomma le compagnie petrolifere continuavano a trivellare senza alcun titolo. «Il Mise non ha effettuato le necessarie verifiche – continua Gagliano – quindi di base c’è un’adempienza, perché il provvedimento amministrativo deve essere espresso, non può essere tacito».

A sanare la situazione è arrivata la legge di Stabilità entrata in vigore il 1 gennaio 2016 con effetto retroattivo. Non si parla più di concessioni, ma della vita utile del giacimento. «Una norma spuntata dal nulla, di cui nessuno ha voluto parlare. La legge serviva forse a rimettere in carreggiata le concessioni quasi tutte targate Eni?», si domanda Gagliano.

Ora è proprio su questo che gli Italiani sono chiamati a votare con il Referendum del 17 Aprile: ristabilire una data di scadenza certa per la fine della concessione, come previsto anche dalla normativa  europea.

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