Chiusi i lavori della quinta edizione della Conferenza annuale FIRE dedicata ai certificati bianchi. In sala operatori, ESCO e rappresentanti di importanti aziende del settore industriale e terziario hanno potuto confrontarsi con MiSE, MATTM, AEEGSI e GSE ed apprendere le novità del momento.

L’ing. Di Santo ha dato il via alla mattinata evidenziando come grazie allo schema dal 2006 ad oggi si sono registrati risparmi cumulati di circa 22 Mtep, si sono raccolti dati preziosi per comprendere ciò che accade nelle industrie in tema di uso efficiente dell’energia e si è dato un input decisivo alla crescita delle ESCO. Di Santo ha evidenziato anche elementi negativi – risparmi che diminuiscono, aumento dei costi per i tep risparmiati, regole sull’addizionalità migliorabili –, ma ha affermato “Ad oggi gli unici due schemi di supporto longevi li troviamo in Italia ed in Francia e ciò è indicativo della capacità nel tempo di superare le imperfezioni”.

Ha aggiunto “Il fatto che siano calati i risparmi energetici negli ultimi anni non significa che lo schema vada male, né che non raggiungeremo gli obiettivi al 2020, perché saranno conteggiati anche i miglioramenti nell’efficienza energetica collegati ad altre misure (imprese certificate ISO 50001, interventi successivi alle diagnosi obbligatorie per le grandi imprese, gare gas). È necessario confrontarsi per trovare soluzioni ai problemi come l’addizionalità tra operatori, stakeholder, GSE ed altri attori coinvolti e si confida che le nuove linee guida in uscita portino più chiarezza. Lo schema ha ancora da dare tanto”.

Importanti novità sono emerse dall’intervento del GSE tenuto da Antonio Negri, che ha sottolineato come lo schema stia funzionando anche sotto il profilo della qualificazione degli operatori: ce ne sono quasi 5.000  accreditati, di cui la maggior parte è rappresentato da ESCO. Lo schema, dopo l’entrata in vigore del D.M. 28 dicembre 2012, ha visto importanti cambiamenti: la fine della cumulabilità fra incentivi e la possibilità di presentare progetti a consuntivo solo prima dell’entrata in esercizio ha prodotto il prevedibile calo di titoli, dopo il classico picco che precede siffatte trasformazioni.

Il risultato emerge chiaramente dall’analisi dei TEE emessi annualmente pubblicata dal GME, che mostra un calo di 2,8 milioni di titoli rispetto all’anno precedente e di 1,3 milioni sul 2013. Il GSE nel suo rapporto annuale evidenzia comunque come siano attesi circa 15 milioni di TEE complessivamente (quindi circa 2,5-3 milioni annui) nei prossimi anni per via delle PPPM presentate nel biennio 2014-2015.

“Il nostro impegno è notevole” ha affermato Negri “e abbiamo fatto della trasparenza un punto fondamentale per rispetto agli operatori e ai cittadini. Sul sito abbiamo inserito il contatore dei certificati bianchi dove sono indicati gli esiti, la tempistica con cui si chiudono le istruttorie nonché la valutazione delle richieste. Altro elemento di miglioramento è il confronto su addizionalità e baseline su cui stiamo approntando degli incontri con le associazioni che ci porteranno dei casi concreti da analizzare, da cui desumere elementi generali per raggiungere accordi su concetti critici. ”

Entrando nello specifico alcune indicazioni di mercato sono state fornite da Marco De Min dell’AEGGSI. Rispetto al passato si è verificato un elevato numero di contrattazioni a prezzo inferiore a quello provvisorio del rimborso tariffario per i distributori. La tendenza si è interrotta nelle ultime settimane, in cui si è verificato un aumento dei prezzi. Interessante inoltre che negli ultimi mesi i volumi scambiati in borsa siano stati superiori a quelli scambiati in modo bilaterale.

“Stimiamo un livello di copertura adeguato per l’obbligo di quest’anno, che potrebbe portare a una riduzione dei prezzi nelle prossime sessioni” ha affermato De Min.

Uno degli indicatori che evidenzia che il meccanismo ha funzionato bene è che le sanzioni per i distributori che non raggiungano gli obiettivi previsti sono state pochissime in questi anni. Nonostante ciò con la delibera 593/2014 se ne è definita meglio l’eventuale applicazione.

Importante messaggio è stato lanciato da Sebastiano Serra “Si parla di mercato, gli operatori in condizioni di incertezza potrebbero rinunciare a realizzare l’intervento e non è una soluzione accettabile: per questo le Istituzioni devono adoperarsi per superare i problemi e sbloccare le situazioni di stallo”.

Parlando degli altri schemi di supporto, è necessario ridurre i tempi nella concessione dei prestiti e far ripartire il fondo rotativo Kyoto (che all’ultimo bando ha finanziato 68 interventi sull’edilizia scolastica).

A chiudere il quadro istituzionale Mauro Mallone del MiSE ha illustrato alcuni punti delle nuove linee guida ancora suscettibili di modifiche. I principi alla base del provvedimento che dovrebbe uscire entro l’estate si basano sul miglioramento, tenendo conto del parere della Commissione Industria del Senato e delle numerose osservazione ricevute a seguito della consultazione pubblica.