L’ultima trovata per convincere gli italiani a non votare al referendum del 17 aprile è che conviene estrarre tutto il petrolio da un giacimento, perché lasciarlo lì è più rischioso per l’ambiente. L’ha detto il presidente del consiglio e altri lo vanno ripetendo.

Si tratta di una grossolana bugia. È infatti impossibile estrarre tutto il petrolio che si trova sottoterra. Inizialmente il greggio è a una pressione superiore a quella atmosferica, che lo spinge verso la superficie; man mano che il giacimento si svuota, diminuisce però la pressione al suo interno e di conseguenza la spinta, che alla fine non riesce più a far salire il petrolio. A questo punto il giacimento viene dichiarato esaurito.

La quantità di petrolio ricuperabile non è la stessa dovunque, dipende dalla permeabilità del tipo di rocce presenti in una certa zona e dalla velocità con cui diminuisce la pressione all’interno del giacimento, che è pure determinata dalle caratteristiche geologiche locali. Di conseguenza il cosiddetto recupero primario (quello ottenibile con la sola spinta naturale) consente di estrarre una frazione del volume di petrolio inizialmente presente che può variare molto da caso a caso: oscilla infatti fra il 20 e il 35%.

L’interesse ad aumentare la frazione recuperabile ha portato allo sviluppo del cosiddetto improved recovery, una tecnica che consente di mantenere alta la pressione nel giacimento iniettandovi acqua o gas, e – processo messo a punto più recentemente – l’enhanced recovery, realizzabile ad esempio mediante iniezione di acqua con aggiunta di tensioattivi o di vapore (nel secondo caso si ottiene altresì l’effetto positivo di rendere il petrolio più fluido grazie all’incremento di temperatura provocato dal vapore).

Con tecniche d’avanguardia si può oggi ricuperare fino al 65% del petrolio inizialmente presente, ma le soluzioni più spinte sono anche le più costose: la loro adozione dipende quindi sia dalle caratteristiche dei singoli giacimenti sia dal prezzo che si può ricavare dal petrolio estratto. E oggi non conviene.

Alla fine, comunque, una frazione importante del petrolio rimane sempre sotto terra.