Che questo Governo fosse, per usare un eufemismo, alquanto morbido con la lobby delle fonti fossili era chiaro da tempo. Ora però un’intercettazione telefonica mostra uno scenario ancora più inquietante, che vede gli interessi particolari dei petrolieri e delle aziende dell’indotto “introdotti” nelle leggi grazie alle relazioni personali con i ministri.

Al centro del caso scoppiato c’è un emendamento alla Legge di Stabilità 2015, approvato sul filo di lana nel dicembre del 2014, con il quale si dava il via libera al contestatissimo progetto di estrazione di petrolio Tempa Rossa, portato avanti da Total in Basilicata.

Protagonisti della brutta vicenda la ministra dello Sviluppo Economico Federica Guidi e il compagno, Gianluca Gemelli, imprenditore e commissario di Confindustria Siracusa. Ma nelle telefonate registrate viene citata come “d’accordo” anche la ministra per le Riforme Costituzionali, Maria Elena Boschi.

L’intercettazione è contenuta negli atti dell‘inchiesta della procura di Potenza con cui sono stati arrestati cinque funzionari e dipendenti del centro oli Eni di Viggiano (in provincia di Potenza), dove viene trattato il petrolio estratto in Val d’Agri, perché ritenuti responsabili, a vario titolo, di “attività organizzate per il traffico e lo smaltimento illecito di rifiuti”, e nell’ambito della quale si sta indagando per traffico di influenze illecite anche sul fidanzato della ministra Guidi.

Gemelli, emerge dall’inchiesta, era interessato a fare in modo che si sbloccasse l’operazione Tempa Rossa, perché, secondo l’accusa, le sue aziende avrebbero guadagnato circa 2,5 milioni di euro per sub appalti. E la ministra Guidi, si scopre, si è fatta portatrice diretta dei suoi interessi.

“Dovremmo riuscire – spiega al fidanzato la ministra secondo un’intercettazione telefonica datata 13 dicembre 2014 e diffusa oggi dalla stampa – a mettere dentro al Senato se … è d’accordo anche Mariaelena la … quell’emendamento che mi hanno fatto uscire quella notte. Alle quattro di notte… Rimetterlo dentro alla legge… con l’emendamento alla legge di stabilità e a questo punto se riusciamo a sbloccare anche Tempa Rossa … ehm … dall’altra parte si muove tutto!”.

Avuta la notizia, Gemelli chiama subito il rappresentante della Total Giuseppe Cobianchi: “La chiamo per darle una buona notizia … ehm … si ricorda che tempo fa c’è stato casino … che avevano ritirato un emendamento … ragion per cui c’erano di nuovo problemi su Tempa Ross … pare che oggi riescano ad inserirlo nuovamente al Senato … ragion per cui … se passa … e pare che ci sia l’accordo con Boschi e compagni … (…) se passa quest’emendamento … che pare … siano d’accordo tutti …perché la Boschi ha accettato di inserirlo … (…) è tutto sbloccato! (ride ndr) … volevo che lo sapesse in anticipo! (…) e quindi questa è una notizia …”.

Dalle indagini fatte poi dagli agenti della squadra mobile di Potenza è emerso che l’emendamento era stato inserito nel maxiemendamento alla Legge di Stabilità del 2015, modificato dal Senato il 20 dicembre, con il quale si dava il via al progetto Tempa Rossa.

Già a fine novembre, peraltro, emerge dalla carte, c’era stato un incontro tra il ministro Guidi, i rappresentanti della Total e il sottosegretario Vicari: dopo l’incontro, il dirigente Total Cobianchi chiama Gemelli: “A nome della società la ringrazio per averci fatto conoscere direttamente il ministro Guidi e per l’interessamento che ha avuto”. “Assolutamente a disposizione, ce lo siamo detti dal primo giorno”, risponde Gemelli.

Il compagno della ministra Guidi è ora indagato per traffico di influenze illecite perché “sfruttando la relazione di convivenza che aveva col Ministro allo Sviluppo Economico – si legge nel capo d’imputazione contenuto nell’ordinanza di misure cautelari – indebitamente si faceva promettere e otteneva da Giuseppe Cobianchi, dirigente della Total” le qualifiche necessarie per entrare nella “bidder list delle società di ingegneria” della multinazionale francese, e “partecipare alle gare di progettazione ed esecuzione dei lavori per l’impianto estrattivo di Tempa Rossa”.

Il giacimento Tempa Rossa è situato nell’alta valle del Sauro, nel cuore della Basilicata. Il progetto si estende principalmente sul territorio del Comune di Corleto Perticara (PZ), a 4 km dal quale si vuole costruire il futuro centro di trattamento. 5 pozzi si trovano anch’essi sul territorio del Comune di Corleto Perticara, mentre il sesto pozzo si trova nel Comune di Gorgoglione. Altri due pozzi saranno perforati una volta ottenute le autorizzazioni. L’area dove verrà realizzato il centro di stoccaggio GPL si trova invece nel Comune di Guardia Perticara.

A regime l’impianto – secondo fonti Total – avrà una capacità produttiva giornaliera di circa 50.000 barili di petrolio, 230.000 m³ di gas naturale, 240 tonnellate di GPL e 80 tonnellate di zolfo.

Situato tra il parco regionale di Gallipoli Cognato e il parco nazionale del Pollino, la concessione si trova nel cuore di una regione ad alto valore turistico per la bellezza dei suoi paesaggi; si estende su un territorio geologico segnato da una sismicità non trascurabile e una rete idrogeologica complessa. A queste particolarità si aggiunge un patrimonio archeologico di primo piano.