Umbria, efficientamento edifici pubblici e Strategia energetico ambientale 2014-2020

  • 26 Novembre 2015

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La Regione Umbria renderà disponibili circa 6.809.000 euro per finanziare progetti per l’efficientamento di edifici pubblici. La regione, che ha superato, e di molto, i suoi obiettivi al 2020 per le rinnovabili, ha approvato in Giunta la Strategia energetico ambientale 2014-2020.

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La Regione Umbria renderà disponibili circa 6 milioni e 809mila euro per finanziare progetti per l’efficientamento di edifici pubblici. In particolare con oltre 5 milioni di euro gli interventi comunali individuati con bando regionale e con 1 milione e 750mila euro gli interventi dell’Adisu, l’Agenzia per il diritto allo studio universitario.

Queste ulteriori risorse provengono dalle certificazioni del Por Fesr 2007-2013, il Programma operativo del Fondo europeo di sviluppo regionale, e saranno destinate al finanziamento degli interventi con le stesse finalità di sei Comuni umbri compresi nel ‘Programma parallelo’ regionale e già ammessi in graduatoria”.

In graduatoria risultano ammessi e non finanziati per mancanza di copertura finanziaria ulteriori 26 interventi, per un importo complessivo di 6 milioni e 800mila euro. Con le risorse che si rendono disponibili, oltre 1 milione e 600mila euro, ad oggi sono finanziabili i lavori previsti per sedi municipali, scuole, palestre ed edifici comunali dei primi sei Comuni dell’elenco dei beneficiari: Cerreto di Spoleto, Todi, Valtopina, Parrano, Penna in Teverina, Vallo di Nera. I finanziamenti saranno attivati dopo l’approvazione delle necessarie modifiche al Programma parallelo da parte dell’Agenzia per la coesione territoriale.

L’assessore alla qualità del territorio e del patrimonio ambientale, Fernanda Cecchini, pochi giorni fa aveva dichiarato che “l’Umbria ha già abbondantemente superato l’obiettivo del 13,7% nel rapporto fra consumo di fonti energetiche rinnovabili e consumi finali lordi di energia assegnatole per il 2020 per l’attuazione del pacchetto europeo clima-energia. Ora, con le azioni della Strategia energetico ambientale 2014-2020 (SEAR 2014-2020, ndr), adottata dalla giunta, guarda a traguardi ancora più ambiziosi: cioè raggiungere almeno il 20%”.

Il documento, in cui sono state recepite le osservazioni formulate nel processo di Valutazione ambientale strategica e aggiornato alla luce del quadro energetico nazionale, procede il suo iter con la trasmissione al Consiglio regionale per la definitiva approvazione.   

Con la nuova “SEAR”, la Regione si è posta gli obiettivi prioritari di incrementare la produzione di energia da rinnovabili e incentivare tutte le azioni volte a favorire il risparmio e l’efficienza energetica in tutti i settori, dai trasporti all’edilizia, dall’industria all’agricoltura, con vantaggi per i cittadini, le imprese e la qualità dell’aria delle città umbre. Altrettanto fondamentale viene considerato lo sviluppo della filiera industriale dell’energia per agevolare la crescita economica sostenibile dell’intera regione e con questa l’occupazione.

Per quanto riguarda l’energia elettrica, il fabbisogno complessivo dell’Umbria è garantito il 51% da fonti rinnovabili (prodotti 2555,7 GWh, pari all’83% della produzione interna), con un rapporto con i consumi lordi di energia di circa il 18,3%, dunque oltre il traguardo minimo del 13,7% prefissato al 2020. L’obiettivo del rapporto fra fonti rinnovabili e consumi finali sale, come ha detto l’assessore, al 20% ed è proiettato agli obiettivi del 2030, con la riduzione di CO2 del 40% e la crescita al 27% della produzione da rinnovabili.

La Strategia energetico ambientale regionale individua quattro differenti tipologie di misure regionali e le declina in funzione dei quattro principali macrosettori di intervento: domestico-residenziale, industriale e terziario, agricolo e trasporti.

Ad esempio per migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici sono stati finora investiti dalla Regione a questo scopo circa 30 milioni di euro e un’analoga quota, spiegano dalla Regione, verrà destinata da qui al 2020 ai Comuni. Particolarmente ‘energivoro’ è considerato il settore della sanità, con costi energetici di oltre 20 milioni di euro. Poi ci saranno le azioni dei privati che possono contare sugli incentivi statali per interventi nelle abitazioni volti al risparmio energetico elettrico e termico.

Con i prossimi bandi prenderanno avvio gli interventi previsti in materia di energia dal ‘Fesr’ 2014-2020, con un pacchetto di circa 15 milioni di euro. Allo stesso tempo, in sintonia e in sinergia con questi interventi, verranno avviate le attività del Programma di sviluppo rurale finanziate, attraverso varie misure, con i fondi Feasr per l’uso efficiente delle risorse energetiche.

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