Crescita economica e sostenibilità con più rinnovabili. Il Report IEA presentato a Roma

  • 25 Novembre 2015

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Con quali politiche economiche e industriali coniugare l’esigenza delle crescita economica con quella della sostenibilità ambientale? Se ne è discusso durante la presentazione, presso la sede del GSE, dell'ultimo Report IEA, che scatta una fotografia del settore delle rinnovabili e analizza i possibili sviluppi al 2020.

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Tracciare una fotografia dello sviluppo delle fonti rinnovabili al 2020 e valutare quali possano essere le politiche economico-industriali più adeguate, a livello mondiale, a coniugare l’esigenza delle crescita economica con quella della sostenibilità ambientale, anche in vista dell’apertura a Parigi del summit internazionale sul Clima.

Questi i temi affrontati martedì 24 novembre durante il Convegno di presentazione presso l’Auditorium del GSE del Medium-term market report 2015 dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, che avevamo pubblicato e riassunto su QualEnergia.it nel mese di ottobre (vedi anche La conservatrice IEA: “al 2020 dalle rinnovabili due terzi della nuova potenza”).

Per l’agenzia internazionale – lo ricordiamo – è sempre più chiaro che solare, eolico e le altre saranno sempre più diffuse, pesando per due terzi della nuova potenza netta nel mondo da qui al 2020. E se questa è la previsione IEA, è probabile che la transizione sarà ancora più rapida: come ha messo in evidenza un recente studio, infatti, l’Agenzia in questi ultimi anni ha sistematicamente sottostimato il potenziale delle fonti pulite e sovrastimato quello dell’energia convenzionale.

Dei contenuti dettagliati del Medium-term report 2015 ha parlato approfonditamente Paolo Frankl, capo della divisione energie rinnovabili dell’AIE, che ha evidenziato anche la riduzione dei costi di generazione delle fonti rinnovabili, in particolare quelli del fotovoltaico, che negli ultimi cinque anni sono scesi di tre quarti e appaiono ancora destinati a calare. Meno netta, ma comunque notevole, la flessione dei costi dell’eolico, scesi del 40% tra il 2010 e il 2015 (del 30% per le installazioni offshore).

Ma per il Presidente dell’Autorità per l’energia, Guido Bortoni, “bisogna superare il modello degli incentivi che non si possono più basare sull’energia prodotta, bensì sui servizi forniti al sistema, evitando che ci siano premialità gratuite e che la remunerazione venga riconosciuta tenendo conto tanto della capacità garantita, che dell’energia”.

“Il settore delle rinnovabili – argomenta Bortoni, secondo quanto riportato sul portale del GSE – ha raggiunto ormai una maturità tale da potersi prendere carico anche degli oneri che il sistema comporta”. E nell’ottica della Cop21 di Parigi, Gilberto Dialuce, Direttore generale per la sicurezza dell’approvvigionamento e per le infrastrutture energetiche del Ministero dello Sviluppo economico ha aggiunto che “per l’Europa il ruolo delle fonti rinnovabili è strategico per l’indipendenza energetica e per l’approvvigionamento e, anche se abbiamo assistito al crollo del prezzo del petrolio, le fonti rinnovabili restano essenziali per l’impatto che hanno anche nella lotta alle emissioni climalteranti”.

Il report e la sintesi pubblicata da QualEnergia.it

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