Un accordo vincolante siglato tra l’associazione dei consumatori Adiconsum e ANFIT, l’associazione nazionale per la tutela della finestra made in Italy. L’associazione di produttori di serramenti e infissi firma questa intesa vincolante per i propri associati per arrivare ad alcuni obiettivi:

  • informare consumatori e imprese in merito alle normative
  • valorizzare la produzione e la distribuzione dei prodotti made in Italy
  • creare un Ente paritetico di contrasto alle illegalità nel settore
  • implementare una White List di produttori certificati

Nel quadro dell’accordo, Adiconsum e ANFIT vareranno un Codice di attenzione al Consumatore, un Codice etico e un Protocollo per la conciliazione paritetica extragiudiziale delle controversie. Grazie a questi strumenti sarà più semplice gestire i reclami, in quanto una Commissione di conciliazione si farà garante verso il consumatore e il serramentista di una soluzione ‘equa’ che terrà conto dei bisogni e degli interessi di entrambi.

ANFIT inoltre siglato un altro accordo sempre a tutela dei consumatori: una duplice polizza assicurativa RC Prodotto e Rimpiazzo studiata con la Reale Mutua che tutela da “danni a persone e cose” e garantisce la sostituzione del serramento rivelatosi difettoso. La polizza posta in capo ad ANFIT protegge attualmente il cliente finale per tre anni, anche al di là delle sorti del produttore dei serramenti.

“Intesa con i consumatori e polizza assicurativa – ha evidenziato il Direttore di ANFIT Piero Mariotto – sono anelli essenziali di una catena della qualità che si compone anche di ulteriori elementi come il Marchio di Qualità associativo, l’Etichetta energetica numerata e il Label di posa che presto dovrebbe trovare compimento”.

ANFIT ha colto l’occasione della odierna Assemblea straordinaria di Bologna per affrontare il tema della manifattura in Italia che ad esempio nel settore serramenti è oggi sotto attacco selvaggio da prodotti low cost in parte provenienti dall’Europa dell’Est. Su questo aspetto negli ultimi mesi sono state presentate tre interpellanze parlamentari.

Tra le criticità emerse nella giornata ci sono le lacune del nostro ordinamento giuridico-fiscale, come ad esempio la mancanza di Autorità di vigilanza prevista obbligatoriamente dal Regolamento Prodotti da Costruzione. Inoltre, l’attuale regolamentazione sull’IVA sui prodotti esteri, regolata da un decreto ‘provvisorio’ del 1993, svantaggia i produttori nazionali e favorisce gli acquisti all’estero.

C’è poi il discorso sulle detrazioni fiscali del 65% per le opere di risparmio energetico: così come concepite oggi per l’associazione si traducono in una fuga di denaro pubblico verso l’estero, a scapito della produzione nazionale. Soldi che se ne vanno senza alcuna certezza per il consumatore e la collettività che le opere eseguite siano conformi alla legislazione e alle normative in vigore vista la totale assenza di controlli tecnici e la richiesta di una reale qualificazione dei produttori e degli installatori, obbligatoria, ad esempio, nel sistema francese RGE.