A settembre cresce dell’1% la domanda di energia elettrica rispetto allo stesso di un anno fa. Sul periodo gennaio-settembre 2015 la richiesta di elettricità in Italia è aumentata dell’1,9%, in termini decalendarizzati la variazione risulta invece pari a +1,7%. Il saldo con l’estero è +6,8% (cresce l’import dell’11%). La domanda nazionale annuale di energia elettrica finora è stata coperta per l’86,7% con fonti di produzione interna.

Secondo i dati forniti da Terna nel suo report mensile (pdf), nei primi tre trimestri dell’anno (vedi tabella) le rinnovabili diminuiscono in termini assoluti rispetto ad un anno fa: 86,1 contro 94,1 TWh, circa 8 miliardi di chilowattora in meno, a causa del declino della produzione da idroelettrico (-23,1%, per quasi 11 TWh). Nel grafico che segue la tabella l’andamento dei consumi su base mensile dal 2012: dal gennaio 2015 il trend è nuovamente in leggera crescita, dopo il forte calo degli anni scorsi.

Rispetto al 2014 importanti sono gli incrementi del termoelettrico (+8,5%) e del fotovoltaico (+9,5%). E’ interessante notare come nei primi nove mesi dell’anno la domanda di gas naturale del settore termoelettrico cresca del 16,2%, anche se rispetto allo stesso periodo 2013 risulta pari a -0,9%.

Il fotovoltaico ha toccato a fine settembre una produzione di circa 20,4 TWh che rappresenta il 23,7% di tutta la generazione da rinnovabili in Italia. Finora la quota di elettricità solare sulla domanda totale è stata pari all’8,6% (9,95% sulla produzione elettrica nazionale). Nello stesso periodo del 2014 queste quote erano dell’8% e del 9,1%.

Tutte le rinnovabili (incluse le bioenergie – 13-13,5 TWh a fine settembre 2015 – comprese nel termoelettrico) hanno contribuito per il 36,3% alla domanda e per il 42,1% alla produzione elettrica nazionale. Nel periodo gennaio-settembre 2014 queste percentuali erano superiori e, rispettivamente, il 40,4% e il 46,1% (per calo del contributo dell’idroelettrico).

Riguardo ai consumi elettrici dei primi tre trimestri dell’anno a livello territoriale dal grafico si nota che la variazione sul 2014 risulta in diminuzione in Italia occidentale, in Lombardia e in Sicilia. Il maggior incremento della richiesta elettrica si è registrato invece in Emilia Romagna e nell’area Basilicata, Calabria, Campania, Puglia.