Fondo per l’efficienza energetica: a che punto siamo?

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Ha avuto la risposta del governo una recente interrogazione del M5S alla Camera in cui si chiedevano al Governo informazioni aggiornate sul perché dei ritardi, criteri, condizioni e modalità di funzionamento, di gestione e di intervento del fondo istituito con il decreto legislativo n. 102 del 2014.

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L’articolo 15 del decreto legislativo n. 102 del 2014 ha istituito il fondo per l’efficientamento energetico, fondo di natura rotativa che mira a sostenere gli investimenti per l’efficienza energetica attraverso concessione di garanzie ed erogazione di finanziamenti (direttamente o attraverso banche e intermediari finanziari).

Come abbiamo scritto in un’intervista a Mauro Mallone, dirigente della Divisione efficienza energetica presso il ministero dello Sviluppo economico. (Qualenergia.it), attualmente la dotazione del fondo è di 70 milioni di euro l’anno fino al 2020. Una parte del fondo potrà essere utilizzata anche per finanziamenti a tasso agevolato, anche se l’obiettivo principale dello strumento è fornire delle garanzie sugli investimenti in efficienza energetica, che potranno coprire fino all’80% dei prestiti erogati dalle banche, abbassando il rischio delle operazioni.

Secondo le analisi fatte il fondo potrà mobilitare almeno 400 milioni di euro l’anno di risorse private, destinate a interventi di efficienza in uno spettro molto ampio di settori, dalla pubblica amministrazione al residenziale, compresa l’edilizia popolare, passando per le reti di teleriscaldamento e l’illuminazione pubblica.

In una recente interrogazione del M5S alla Camera presentata il 30 settembre dall’on. Vallascas e colleghi si chiedevano al Governo informazioni aggiornate su criteri, condizioni e modalità di funzionamento, di gestione e di intervento del fondo che dovranno essere saranno stabilite con uno o più decreti attuativi che però ad oggi ancora devono essere adottati. Insomma i parlamentari del M5S chiedono di capire quale sia lo stato di avanzamento del procedimento di adozione dei decreti attuativi del fondo per l’efficientamento energetico, dal momento che il termine di legge dei 90 giorni per l’emanazione è stato ampiamente superato, e se il Governo potesse fornire indicazioni precise circa le ragioni del ritardo e, soprattutto, i tempi di emanazione.

E’ arrivata a breve la risposta:

Come è noto, il Fondo nazionale per l’efficienza energetica, istituito presso il Ministero dello sviluppo economico, ai sensi dell’articolo 15 del D. Lgs. n. 102/2014, è finalizzato a favorire, sulla base di obiettivi e priorità periodicamente stabiliti, il finanziamento di interventi necessari per il raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica, promuovendo il coinvolgimento di istituti finanziari, nazionali e comunitari, nonché investitori privati sulla base di un’adeguata condivisione dei rischi.

Il MiSE e il Ministero dell’Ambiente hanno predisposto uno schema di decreto, recante le priorità, i criteri, le condizioni e le modalità di funzionamento, di gestione e di intervento del predetto Fondo, nonché l’articolazione per sezioni del Fondo e le relative prime dotazioni dello stesso.

Il citato schema di decreto è attualmente in fase di concertazione finale presso le altre Amministrazioni coinvolte nel procedimento di adozione del provvedimento (lo stesso Ministero dell’Ambiente e il Ministero dell’Economia).

Il ritardo rispetto al termine dato dal decreto legislativo deriva dalla naturale complessità di funzionamento di un Fondo che, volutamente, è stato concepito per offrire al settore dell’efficienza energetica una molteplicità di strumenti finanziari di sostegno, adatti a integrare varie tipologie di progetti e di soggetti. Da qui, una maggiore necessità di articolazione delle regole di funzionamento, rispetto a quello che sarebbe stato sufficiente per intervenire, ad esempio, solo con un contributo in conto capitale.

Il secondo aspetto che ha causato un rallentamento ha riguardato la necessità di identificare un soggetto gestore del fondo, in grado di portare rapidamente ad operatività lo strumento.

Sulla base di questa positiva evoluzione, si ritiene che la conclusione del procedimento sia ormai prossima, confidando in una sua emanazione entro la fine dell’anno.

Segue poi la replica di Vallascas, che si dichiara insoddisfatto della risposta fornita dal rappresentante del Governo ritenendo ingiustificabile il ritardo nell’emanazione del decreto attuativo del Fondo per l’efficienza energetica, annunciato dal Governo come essenziale per il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica.

Ricorda inoltre la costituzione della Cabina di regia per l’efficienza energetica che ha tra i suoi compiti quello di assicurare il coordinamento delle misure per l’efficienza energetica. In proposito, ritiene opportuno fare una riflessione sulla convenienza economica degli interventi di riqualificazione in caso di complessi immobiliari particolarmente degradati, per i quali potrebbe essere preferibile una ricostruzione. In tale prospettiva, il Fondo che ha a disposizione 70 milioni di euro all’anno sino al 2020 potrebbe rappresentare uno strumento importante per fornire garanzie sugli investimenti e per finanziamenti a tasso agevolato. Osserva, Vallascas, che l’efficienza energetica, oltre ai vantaggi economici per chi effettua l’investimento e ambientali per la collettività, è in grado di creare occupazione stabile e non delocalizzabile.

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