Il crollo del mercato azionario e l’impatto sui titoli delle aziende del solare

Le quotazioni azionarie delle aziende del solare presenti nell'indice MAC Global sono state in difficoltà già nel corso dell’estate soprattutto per la presunta relazione tra redditività del solare e calo dei prezzi del petrolio. Oggi le forti turbolenze sul mercato azionario, soprattutto cinese ed asiatico, stanno influenzando negativamente ancora di più il valore di questi titoli.

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Le piazze finanziarie asiatiche, a cominciare da quelle cinesi, sono in caduta libera. E forte è l’impatto anche su quelle delle altre parti del globo. L’indice di riferimento della regione asiatica, l’Asia Pacific Index, ha perso il 4,6% portando a -20% il saldo dal massimo dello scorso aprile; a Shanghai la Borsa è crollata dell’8,49%, Shenzhen ha perso il 7,7%, Hong Kong è a un -5,17%; Taiwan e Tokyo sono rispettivamente crollate del 4,84 e 4,61%. Il contagio si è sparso a macchia d’olio nel resto del mondo.

Alcuni analisti spiegano che c’è una notevole debolezza delle materie prime e sui mercati emergenti ci sono notevoli preoccupazione per la crescita del PIL. In cima ai timori della comunità mondiale è il Pil cinese, in sensibile calo rispetto alle previsioni. Anche la produzione, e non solo in Cina, sta registrando una frenata. L’andamento delle Borse e la preoccupazione per una nuova ed imminente crisi finanziaria potrebbe ovviamente avere ripercurssioni anche sul settore del solare fotovoltaico e delle fonti rinnovabili.

Come ha spiegato PVMagazine, il MAC Global, un indice azionario delle aziende del settore del solare, la scorsa settimana è sceso rapidamente per la seconda volta in appena due mesi: da 159 dollari di lunedi 17 agosto a 135 della mattina di ieri, 24 agosto. L’indice ha una sorta di funzione di monitoraggio del Guggenheim Solar Exchange Traded Fund alla Borsa di New York, fondo a cui fanno riferimento più di 25 grandi aziende solari del mondo.

Le quotazioni azionarie in MAC Global sono state generalmente in difficoltà già nel corso dell’estate soprattutto per quella relazione che si era creata, e in realtà dimostratasi falsa nei fatti, tra la redditività del solare e il calo dei prezzi del petrolio. L’indice, però, è sceso da circa 220 dollari a metà giugno ai minimi attuali, in linea con i prezzi del barile (Brent e WTI), calati da 60-65 $ a 40-45 $ (oggi a poco più di 38 $ al WTI).

Poi, la settimana dal 17 al 24 agosto, a calare non è stato solo il prezzo del petrolio, ma tutto il mercato azionario globale: il Dow Jones Industrial Average è sceso da 17.545 a 16.200. Il più profondo crollo dal 2011.

Ad esempio le azioni di First Solar, il cui valore era risalito ad inizio agosto, e di SunEdison, in rialzo nel secondo trimestre 2015, hanno entrambe subito pesantemente questo contraccolpo del mercato azionario.

“Il mercato azionario è stato estremamente volatile da quando la Cina ha svalutato la propria valuta a causa delle crescenti preoccupazioni che la sua economia stesse crescendo più lentamente del previsto “, ha spiegato Raj Prabhu, il CEO Mercom Capital.

Resta il fatto che sebbene ci sia scarsa correlazione tra i fondamentali dell’industria solare e le performance dei titoli quotati in Borsa delle aziende del del solare, che hanno iniziato a crollare con la riduzione dei prezzi del barile, i bassi valori azionari potrebbero comportare, almeno nel breve termine, diversi problemi per quelle aziende che hanno importanti obiettivi di aumento dei capitali tramite il mercato azionario. Quale potrà essere l’impatto sulla produzione e, anche sulla domanda, di fotovoltaico a livello mondiale lo potremo vedere solo tra alcuni mesi.

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