Rinnovabili in autoconsumo, “Italia a rischio infrazione UE”

La denuncia in un'interrogazione parlamentare. Al centro della questione i cosiddetti sistemi di distribuzione chiusi: il vuoto normativo attuale, colmato da una controversa interpretazione dell'Autorità, li rende quasi impossibili da realizzare, contraddicendo le norme europee sulla promozione di fonti rinnovabili e autoconsumo.

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Da una parte le norme comunitarie che ci impongono di promuovere l’autoproduzione di energia pulita, ad esempio obbligando ad installare potenza da rinnovabili sugli edifici nuovi o sottoposti a grandi ristrutturazioni, dall’altra un vuoto nella normativa italiana che lo rende quasi impossibile in molte situazioni. Una situazione che potrebbe portare ad una procedura di infrazione europea nei confronti del nostro Paese.

Al centro della questione ci sono i cosiddetti sistemi di distribuzione chiusi o SDC. In sintesi: situazioni come centri commerciali, mercati generali, aeroporti, in cui più utenti dividono la stessa rete privata non possono essere considerati SEU, cioè sistemi efficienti di utenza. Come chiarito anche da una recente risposta del MiSE, i sistemi estesi che, di fatto, sono multicliente (quali i centri commerciali, gli ospedali e gli aeroporti, comprensivi di alberghi, parcheggi e negozi) sono da classificare – specifica anche una nota interpretativa (22 gennaio 2010) della Commissione europea – tra i sistemi di distribuzione chiusi.

Il problema è che in Italia queste configurazioni sono in un buco nero normativo: l’Autorità per l’Energia nel documento di consultazione 644/2014 scrive che “il mancato completamento del quadro normativo e in particolare la necessità che ci sia per i sistemi di distribuzione chiusi il rilascio esplicito di una subconcessione ne impedisce la realizzabilità (salvo il caso in cui SDC sia realizzato in accordo con l’impresa distributrice locale e la successiva autorizzazione del Ministero dello sviluppo economico)”.

Con una segnalazione (la n. 348 del 2014 del 17 luglio 2014) l’Autorità ha peraltro chiesto indicazioni al Governo rispetto alla disciplina degli SDC, senza al momento avere ottenuto risposta.

Dato che la normativa europea obbliga ad installare impianti a rinnovabili sui nuovi edifici o nelle ristrutturazioni importanti, cosa che in certe situazioni si può fare solo con un SDC, l’attuale situazione – denuncia un’interrogazione parlamentare al MiSE (allegato in basso) – “legittima la Commissione europea ad intraprendere un’azione nei confronti dell’Italia con l’apertura di una procedura di infrazione per il mancato rispetto degli obblighi comunitari, oltre a costituire un grave pregiudizio per gli obiettivi di efficienza e di edilizia verde che dovrebbero essere auspicabilmente perseguiti.”

Diversamente da altri Stati europei, in Italia oggi non è possibile produrre e cedere energia alle utenze vicine (condomini, villaggi, camping, centri commerciali, siti industriali, servizi condivisi) perché “gli operatori vengono orientati non da una norma primaria ma dalle Faq dell’Autorità, in cui si ribalta la norma, senza prevedere invece la possibilità di collegare un Seu ad un Sdc”, osservano in una nota i firmatari dell’interrogazione, i senatori M5S Girotto e Castaldi.

Nonostante la posizione assunta dall’Autorità sia contenuta in un documento di consultazione – si legge nell’interrogazione – “la stessa sta influenzando il comportamento degli operatori e degli attuali concessionari, bloccando qualsiasi installazione di SDC e costringendo a immettere in rete, anziché autoconsumare, l’energia prodotta sugli edifici, in spregio ad ogni principio di risparmio energetico.”

In particolare, “entro il 30 settembre 2015, sulla base delle istruzioni dell’Autorità contenute nelle Faq pubblicate il 12 giugno 2015, un grande numero di operatori sarà costretto a chiedere la disconnessione dalle attuali reti private interne alimentate in autoconsumo per assumere energia direttamente dalla rete pubblica quali utenze virtuali, in quanto non è stata prevista dall’Autorità la possibilità di collegare un SEU ad un SDC.”

“La promozione e il sostegno della generazione distribuita tramite autoconsumo da fonte rinnovabile e l’efficienza energetica – concludono Girotto e Castaldi in una nota – sono gli elementi essenziali per rafforzare la sicurezza energetica e raggiungere gli obbiettivi europei di riduzione delle emissioni per far fronte agli effetti dei cambiamenti climatici. E l’installazione di impianti sostenibili sui nuovi edifici non è solo consentita dalla norma europea, ma addirittura è un obbligo. Cosa aspetta Renzi fare chiarezza?

L’interrogazione

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