EWEA: “il capacity payment non è la risposta giusta”

L'avvertimento arriva da un nuovo position paper dell'associazione: per EWEA i meccanismi di remunerazione della potenza rischiano di avere un effetto distorsivo sui prezzi elettrici. I problema del mercato elettrico è l'overcapacity e un sistema ETS inefficace che non riesce a penalizzare gli impianti meno inquinanti.

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Tenere in vita artificiosamente le centrali termoelettriche convenzionali in perdita non è la risposta giusta alla crisi da overcapacity in atto in tutta Europa. I meccanismi di capacity payment infatti rischiano di avere un effetto distorsivo sui prezzi elettrici. L’avvertimento arriva da un nuovo position paper di EWEA, l’associazione europea dell’eolico (allegato in basso).

In molti Paesi, tra cui il nostro, come sappiamo si stanno predisponendo meccanismi che remunerano gli impianti per la potenza flessibile che mettono a disposizione anziché per la sola produzione, un salvagente a quegli impianti, come i cicli combinati gas, che attualmente sono in crisi per la situazione di sovvracapacità, la domanda bassa e la concorrenza delle rinnovabili elettriche (soprattutto eolico e fotovoltaico) che possono offrire energia in Borsa a prezzo zero.

Tre sono i grandi problemi del mercato elettrico europeo in questo momento, spiega il documento EWEA: overcapacity, con circa 100 GW di potenza di troppo a livello europeo, domanda in calo e un sistema ETS inefficace, che non è riuscito a dare i segnali di prezzo adeguati, cioè, spieghiamo noi, ad esempio non è riuscito a rendere i più inquinanti impianti a carbone meno competitivi di quelli a gas.

In questa situazione non solo non ha senso economico investire in nuova generazione, ma anche molti impianti esistenti sono in grossa crisi. Tenerli in vita con il polmone artificiale del capacity payment però, secondo EWEA, sarebbe sbagliato: “la trasformazione del settore elettrico europeo deve essere mossa da investimenti privati e mercati che funzionano bene – spiega Kristian Ruby, Chief Policy Officer dell’EWEA – Non dobbiamo tenere in vita con un salvagente centrali ridondanti, specialmente in questa fase in cui alcuni Paesi stanno facendo i conti con un eccesso di potenza. Finanziare impianti convenzionali affinché restino operativi deve essere l’ultima opzione da considerare e solo nei Paesi che hanno carenze di potenza da colmare.”

E l’overcapacity, secondo Ruby è anche la causa dei prezzi del MWh all’ingrosso attuali, mai così bassi. “C’è un equivoco quando si dice che le rinnovabili sono la causa principale dei prezzi bassi alla Borsa elettrica. Il vero problema è che alcuni Stati membri hanno semplicemente troppa potenza da fonti convenzionali. La crisi e il calo della produzione industriale hanno tagliato la domanda e lasciato l’Europa con asset inutili in carbone. É tempo di liberarci da queste centrali obsolete che appartengono al passato.”

Come risolvere la questione secondo EWEA? Con un sistema ETS che funzioni veramente e che abbia un prezzo della CO2 tale da scoraggiare investimenti in impianti ad alta intensità di CO2. Altra soluzione è facilitare gli scambi transfrontalieri, mentre secondo EWEA il mercato dei servizi per la rete deve essere aperto anche alle rinnovabili.

Spiegano da EWEA: “Dobbiamo creare un sistema che remuneri la flessibilità. L’eolico è in grado di fornire servizi quali controllo della frequenza e del voltaggio, ma questi non sono ancora pagati adeguatamente. L’eolico potrebbe non solo contribuire alla sicurezza energetica ma anche ridurre i costi operativi del sistema.”

Il position paper EWEA sul merket design (pdf)

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