FREE: carenze del decreto rinnovabili e mancanza di una regia per il settore

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Osservazioni e critiche del Coordinamento FREE alla bozza del decreto rinnovabili non FV. Il testo è limitato e contraddittorio, sia in riferimento alla durata sia ai meccanismi messi in essere, non adeguati a promuovere un equilibrato sviluppo del settore. E poi manca quella visione e programmazione che un Governo dovrebbe avere per un settore così strategico.

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Il Decreto di incentivazione delle rinnovabili non fotovoltaiche in via di emanazione dal Ministero dello Sviluppo Economico dovrebbe assicurare continuità del settore, minacciato dal raggiungimento della soglia cumulata dei 5,8 miliardi di euro di incentivi prevista dal DM 6 luglio 2012 e dall’impossibilità di avviare nuovi meccanismi di programmazione di impianti oltre le soglie di registri ed aste rispettivamente.

Il testo, attualmente in bozza, però interviene in modo troppo limitato e contraddittorio, sia in riferimento alla durata sia ai meccanismi messi in essere, che non appaiono adeguati a promuovere realmente un equilibrato ed efficiente sviluppo del settore e consentire all’Italia di conservare il proprio ruolo di leadership europea nella strategica industria delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, né di sostenere attività imprenditoriali necessarie per sviluppare un’adeguata industria nazionale.

Questo è quanto emerso dal convegno (“Rinnovabili ed efficienza al centro della battaglia sul clima“).organizzato oggi a Roma dal Coordinamento FREE (Fonti rinnovabili ed efficienza energetica), particolarmente critico con il governo e i ministeri competenti. E’ stato presentato anche un documento (vedi allegato in basso) con le osservazioni al decreto, ma quello che risalta è la mancanza di un quadro e di una visione di insieme dell’esecutivo su tutta la questione energetica e sul ruolo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica nel brevissimo periodo come in un orizzonte temporale più ampio.

“Il Decreto ponte sulle rinnovabili non fotovoltaiche non ci convince. Abbiamo chiesto al Governo, nel corso di alcuni incontri in queste ore che il decreto venga rimodulato. Il tema per noi non è solo che ci siano le risorse sufficienti ma che si riescano a spendere entro dicembre del 2016. Abbiamo registrato una certa disponibilità per un aggiustamento su alcuni punti della bozza di decreto. Per esempio relativamente alla quota degli ex zuccherifici incentivati, che rappresentano un problema sociale, ma che rischiano di erodere risorse alle rinnovabili”, ha detto Gianni Silvestrini, presidente di Free.

FREE ha chiesto al Governo di essere nuovamente consultati in vista della chiusura della bozza di questo decreto, prima che approdi alla Conferenza Stato-Regioni, e per iniziare a discutere delle modalità di sviluppo delle rinnovabili dopo il 2016, tenendo conto delle nuove regole sugli incentivi, coerenti con le indicazioni della Ue.

Purtroppo, constatiamo da osservatori, che la realtà dei fatti degli ultimi mesi non sembra contrastare quell’idea di attacco duro nei confronti delle rinnovabili registrata in questi ultimi due o tre anni che ha messo in ginocchio diversi comparti del settore.

FREE, ovviamente, conta di mantenere aperto un rapporto di consultazione con il Governo, sperando anche in una nuova regia nazionale più chiara su tutta la questione energetico-climatica e attende anche che “il segretissimo” Green Act sia reso finalmente pubblico: offrirà una nuova prospettiva per lo sviluppo delle fonti energetiche pulite o sarà solo una tattica dilatoria e fumosa per rallentare la inevitabile transizione energetica nel nostro paese?

Osservazioni sulla bozza del decreto rinnovabili – Coordinamento FREE (pdf)

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