Eolico e Decreto FER, l’ANEV chiede tariffe e contingenti più adeguati

  • 16 Giugno 2015

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Il decreto sulle rinnovabili elettriche in fase di definizione metterà a disposizione meno di 30 milioni di euro annui di incentivo eolico per il biennio 2015-2016. Secondo l'ANEV i contingenti previsti non consentiranno di raggiungere i livelli individuati per l’eolico nel PAN. Per questo l'associazione chiede contingenti e tariffe più adeguati.

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“Il nuovo testo del Decreto sulle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche in fase di definizione, metterà a disposizione meno di 30 milioni di euro annui per il biennio 2015-2016 di incentivo eolico, con un beneficio complessivo di circa 150 milioni di euro all’anno, mantenendo un saldo positivo per i consumatori, ma non consentendo di ottemperare agli impegni previsti dal Piano di azione nazionale (PAN) per soddisfare gli obiettivi europei al 2020″. Cosí l’ANEV, Associazione Nazionale Energia dal Vento, in una nota stampa.

Il Decreto – argomenta l’associazione – che si pone come finalità il perseguimento degli obiettivi stabiliti nella Strategia energetica nazionale non consentirà tuttavia, con i contingenti previsti, di raggiungere i livelli individuati per l’eolico, ovvero 12.680 MW (incluso l’eolico off-shore). Riducendo cosí il contributo che la fonte energetica può dare in termini di riduzione della CO2 e di contenimento dei cambiamenti climatici.

Infatti, partendo da un installato eolico di 8.665 MW al dicembre 2014, con i soli 350 MW di contingente annuo previsti dal Decreto per le aste non si arriverà alla quota prevista dal PAN, che implicherebbe un contingente di almeno 800 MW annui fino al 2020.

Il costo dell’incentivo all’eolico non graverà sulla bolletta anche a fronte dell’effetto degli incentivi in uscita. Infatti per l’eolico nel 2015 è prevista l’uscita di incentivi (CV) per 15 milioni di euro e nel 2016 di 50 milioni di euro.

Il beneficio che l’installato eolico nazionale complessivo darà per il periodo 2014-2035 in termini di riduzione del PUN misure compensative territoriali e gettito fiscale – ricorda l’ANEV – risulterà superiore a 3 miliardi di euroA ciò si aggiungano i benefici ambientali e all’avifauna. 

Ad oggi in Italia – prosegue l’associazione – la sola energia eolica produce 15 TWh di energia, in grado di coprire i fabbisogni domestici di 15 milioni di persone e di far risparmiare circa 19 milioni di barili di petrolio, corrispondenti a circa 10 milioni di tonnellate di emissioni risparmiate di CO2. Un tale risparmio di emissioni apporta benefici anche all’avifauna, minacciata principalmente dai cambiamenti climatici, a causa dei quali oltre 985 specie sono in via di estinzione.

Il WWF ha pubblicato un Report (A Climate Risk Report. Bird Species and Climate Change. The Global Status Report) che, sulla base di più di 200 lavori scientifici, constata gli ingenti impatti dei cambiamenti climatici sull’avifauna in ogni parte del globo, evidenziando come gli scienziati abbiano trovato popolazioni in declino fino al 90% o con insuccesso riproduttivo totale e senza precedenti.

Per queste ragioni il Governo e i Ministeri competenti – conclude l’associazione – devono dare supporto alla fonte eolica, prevedendo contingenti e tariffe più adeguati e, soprattutto, che permettano il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla SEN, in ottemperanza alle Direttive europee e alle esigenze della comunità internazionale sempre più votata a un futuro 100% rinnovabili.

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