Dieci cose da sapere sul fotovoltaico, secondo Anie Rinnovabili

  • 27 Aprile 2015

L'associazione ANIE Rinnovabili, che raggruppa le imprese del settore fotovoltaico, eolico, biomasse e geotermia, mini idroelettrico, ha riassunto in 10 punti alcune informazioni utili sul fotovoltaico, con particolare riferimento alle installazioni di impianti residenziali.

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ANIE Rinnovabili, l’associazione che all’interno di ANIE Federazione raggruppa le imprese costruttrici di componenti e impianti per la produzione di energia da fotovoltaico, eolico, biomasse e geotermia, mini idroelettrico, ha riassunto in 10 punti alcune informazioni utili sul fotovoltaico (vedi allegato in basso). Li elenchiamo di seguito:

1) Aumenta il valore dell’immobile
Tra gli interventi di riqualificazione energetica, l’installazione di un impianto fotovoltaico è sicuramente una delle soluzioni più efficaci al fine di ottenere un notevole risparmio economico in bolletta. La riduzione consistente dei prelievi dalla rete permette inoltre un aumento dell’efficienza energetica, con la diretta conseguenza della scalata alle lettere che identificano la classe energetica dell’immobile e quindi dell’aumento del suo valore commerciale.

2) È un investimento accessibile

Gli impianti fotovoltaici sono al giorno d’oggi molto più accessibili a livello economico rispetto a qualche anno fa: si nota infatti una riduzione dei costi che arriva fino al 75%. Il costo di un impianto varia tra 2.000 e 3.000 euro/kWp per quanto riguarda l’ambito residenziale, a fronte dei 20.000 € di una volta; la cifra scende a circa 1.500 euro/kW nel caso di impianti di grandi o medie dimensioni. E lo spazio necessario ad ospitare l’impianto è minimo: 15-20 mq di tetto per un impianto residenziale.

3) Si può usufruire della detrazione fiscale del 50%

L’installazione di un impianto fotovoltaico residenziale per la produzione di energia elettrica rientra nelle opere di ristrutturazione edilizia residenziale che beneficiano di uno sgravio fiscale pari al 50% delle spese sostenute. Le somme sborsate per tale intervento sono quindi deducibili per la metà dalla quota Irpef, spalmando la cifra nell’arco di 10 anni. Si può godere del bonus con la percentuale attuale fino al 31 dicembre 2015, poi dal gennaio 2016 si tornerà alla percentuale ordinaria del 36%

4) Le spese vengono ammortizzate in soli 5-7 anni

Il ROI, ovvero il ritorno degli investimenti, per l’installazione di un impianto fotovoltaico è notevolissimo: in circa 5-7 anni si può rientrare delle spese sostenute. Facciamo un esempio concreto, quello dell’installazione di un impianto da 3 kW, potenza della maggior parte dei contatori elettrici installati in ambito domestico: secondo i costi già evidenziati, comporta un investimento pari a circa 6.000 euro, di cui la metà (3.000 euro) detraibile nell’arco di 10 anni grazie allo sgravio Irpef. Il risparmio in bolletta annuo è di circa 300 euro, che vanno a moltiplicarsi in maniera considerevole a seconda della collocazione geografica e delle abitudini di consumo. Tale risparmio aumenta all’aumentare dell’energia prodotta (per esempio al Sud Italia rispetto al Nord, perché sono di più le ore e i giorni di sole) e dell’aumento dell’autoconsumo, che si verifica nella maggior parte nelle ore diurne.

5) Il risparmio è garantito

Pur essendo terminata l’epoca delle tariffe incentivanti, il fotovoltaico permette comunque una riduzione notevole dei costi in bolletta. Ciò avviene fondamentalmente perché si passa da una logica di puro consumo a quella di veri e propri produttori di energia. A livello pratico, il proprietario di un impianto fotovoltaico continua a pagare le bollette all’utility con la quale ha sottoscritto il contratto, beneficiando periodicamente di alcune compensazioni secondo il cosiddetto sistema di scambio sul posto: si tratta di remunerazioni da parte del fornitore di energia elettrica che avvengono calcolando la differenza tra l’energia prodotta e non consumata e l’energia che si è consumata ma non prodotta.

6) Richiede una manutenzione minima

Uno dei tanti vantaggi di un impianto fotovoltaico residenziale è che non necessita di particolare manutenzione. Ad oggi non sono necessari controlli periodici obbligatori. Nel caso si voglia comunque procedere ad attività di verifica del buon funzionamento dell’impianto, sempre auspicabili, la spesa è stimata in circa 100 euro l’anno. È inoltre buona pratica una tantum verificare la corretta taratura del contatore. Per quanto riguarda invece i costi di sostituzione di quei componenti soggetti a usura, il più delicato è l’inverter la cui sostituzione, comunque, avviene in media ogni 10 anni con un costo di circa 250 euro per kW.

7) Autoconsumo dell’energia prodotta dal proprio impianto

È possibile auto-consumare l’energia elettrica prodotta dal proprio impianto nel momento stesso in cui la si produce, senza quasi dover prelevare ulteriore energia dalla rete nazionale. Come? Grazie ai sistemi di accumulo, tecnologie che permettono di immagazzinare l’energia prodotta in modo da poterla utilizzare nei momenti in cui l’impianto non produce energia, ovvero nelle ore notturne. Il sistema di accumulo consiste in una batteria collegata alla rete elettrica tramite un inverter, che trasforma l’energia elettrica da corrente continua a corrente alternata. Queste tecnologie costituiscono un passo fondamentale verso una consistente autosufficienza energetica. I prezzi di questi prodotti stanno finalmente cominciando a ridursi.

8) Contribuisce a ridurre le emissioni di CO2

L’installazione di un impianto che produce energia pulita e rinnovabile, oltre a rappresentare un investimento vantaggioso in termini economici, è una scelta che rispetta l’ambiente poiché contribuisce a ridurre lo sfruttamento di risorse naturali esauribili e inquinanti e al contenimento delle emissioni di CO2. Se si installa un impianto fotovoltaico si contribuisce quindi in prima persona al raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica che l’Unione Europea impone a tutti gli Stati membri, Italia compresa. Entro il 2030 è previsto il 40% di riduzione delle emissioni, incremento del 27% della produzione da fonte rinnovabile e l’aumento del 27% dell’efficienza energetica.

9) La sua diffusione stimola la ricerca e l’innovazione tecnologica

La sempre crescente attenzione per la tutela dell’ambiente ha permesso in questi anni investimenti notevoli nel settore delle energie rinnovabili, sia da parte di governi, istituzioni e autorità, sia per opera di privati e aziende. Un processo continuo di ricerca e innovazione, opportunamente incentivato e stimolato da una domanda in crescita, ha portato a un deciso abbattimento dei costi delle tecnologie del fotovoltaico e a prodotti sempre più efficienti al servizio dell’utente. Installando un impianto fotovoltaico sul tetto di casa, quindi, gli utenti stimolano indirettamente i produttori a creare tecnologie sempre più a misura di consumatore, sempre più intelligenti ma soprattutto sempre più economiche. Si tratta di un meccanismo virtuoso che si alimenta al di là degli incentivi statalie i numeri lo dimostrano.

10) Il parco installato del fotovoltaico italiano è il terzo al mondo per dimensioni

ANIE Rinnovabili ha recentemente certificato che il parco impianti italiani è il terzo al mondo per dimensioni, alle spalle solo di Germania e Cina, ma prima di colossi quali Usa e Giappone. Si stima infatti la presenza nel nostro Paese di circa 648.183 impianti installati con una potenza totale di 18.325 MW. Dai dati di ANIE Rinnovabili emerge inoltre che circa il 60% della potenza installata (circa il 15% sul totale installato nel mondo) è rappresentata da impianti fino a 20 kW: ciò dimostra che le installazioni di fotovoltaico sono prevalentemente di dimensioni medio-piccole. Nello specifico, nel 2014 ‘a farla da padrone’ sono stati gli impianti di piccola taglia del settore residenziale (tra i 3 e i 6 kW): è proprio nell’ambito di questa classe che si è registrata la massima potenza installata, pari a 123,6 MWp.

Il decalogo di ANIE Rinnovabili sul fotovoltaico (pdf)

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