Dopo due anni di decremento, nel 2014 gli investimenti in rinnovabili sono tornati a crescere. Sono aumentati di quasi del 17% rispetto al 2013, grazie anche al boom del solare soprattutto in mercati come Cina e Giappone. Globalmente l’anno scorso si sono investiti 270,2 miliardi di dollari in fonti pulite, grande idroelettrico escluso. Il dato arriva dal nuovo “Global Trends in Renewable Energy Investment 2015”, dell’UNEP, curato da Frankfurt School, UNEP, Centre for Climate and Sustainable Energy Finance e Bloomberg New Energy Finance (vedi allegato in basso).

I dati, che in parte riprendono quelli già diffusi a gennaio da BNEF sugli investimenti in cleantech, mostrano come il calo dei costi delle tecnologie abbia portato la potenza installata a crescere ancora più degli investimenti: nel 2014 si sono aggiunti 103 GW di nuova potenza da rinnovabili (sempre grande idro escluso), contro gli 86 GW del 2013, gli 89 del 2012 e gli 81 del 2011.

Le rinnovabili, grande idro escluso, coprono ora il 9,1% del fabbisogno elettrico mondiale, mentre nel 2013 erano all’8,5%.

A trainare la crescita dunque è stato in larga parte il fotovoltaico. Il solare ha attratto 149,6 miliardi di dollari di investimenti, il 25% in più del 2013, che hanno portato a 46 GW di nuova potenza. In generale sono cresciuti moltissimo, del 34%, gli investimenti in generazione distribuita (< 1 MW), arrivati a 73,3 miliardi di $, soprattutto grazie al FV su tetto. Metà degli investimenti in fotovoltaico – 74,9 mld – sono stati fatti in Cina ed Asia.

Anche l’eolico ha segnato un record con 99,5 miliardi di $, e una crescita dell’11%, per 49 GW di nuova potenza. Scendono invece gli investimenti in biomasse e rifiuti (-10% a 8,4 miliardi di dollari), biocarburanti (-7% a 5,1 miliardi di dollari) e idroelettrico inferiore a 50 MW (-17% a 4.5 miliardi di dollari).

Per inciso è interessante ricordare che la crescita delle rinnovabili negli ultimi 5 anni è andata oltre le più rosee previsioni. Ad esempio, come si vede nel grafico sotto (Meister Consultant), la crescita del fotovoltaico è stata nettamente superiore, non solo alle conservative stime IEA, ma anche all’ambizioso scenario “Energy Revolution” del 2010 di Greenpeace. La realtà sta andando più veloce della rivoluzione energetica immaginata anche dagli ambientalisti.

Tornando al report UNEP-BNEF, per parlare di mercati nazionali, la parte del leone l’ha fatta la Cina: 83,3 miliardi di dollari investiti, il 39% in più del 2013. Seguono gli Usa (38,3 mld e +7%) e il Giappone (35,7 mld e +10%). Nella top ten diverse economie emergenti come il Brasile (7,6 mld investiti), l’India (7,4 mld) e il Sud Africa (5,5 mld); altri mercati con investimenti sopra al miliardo di dollari sono Indonesia, Cile, Messico, Kenya e Turchia.

In Europa per la prima volta negli ultimi 3 anni torna il segno positivo, ma il risultato non è entusiasmante: investimenti cresciuti di meno dell’1% a 57,5 mld di $. Il vecchio continente è lontano dagli anni d’oro e questo nonostante progetti significativi, come le decisioni finali di investimento su 7 grandi parchi eolici off-shore miliardari (tra cui Gemini da 3,8 miliardi in Olanda) e diversi grandi parchi fotovoltaici.

I key findings del “Global Trends in Renewable Energy Investment 2015” (pdf)