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Ecco perché il global warming sta per accelerare

L'aumento della temperatura del pianeta non è mai stato così rapido come negli ultimi 35 anni e accelererà ulteriormente entro il 2020 e nei decenni a venire. L'ennesima brutta notizia sul fronte climatico arriva da un nuovo studio pubblicato su Nature Climate Change e realizzato da ricercatori del Pacific Northwest National Laboratory.

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L’aumento della temperatura del pianeta non è mai stato così rapido come negli ultimi 35 anni e accelererà ulteriormente entro il 2020 e nei decenni a venire. L’ennesima brutta notizia sul fronte clima arriva da un nuovo studio pubblicato su Nature Climate Change e realizzato da ricercatori di un centro governativo Usa.

“Near-term acceleration in the rate of temperature change”, ricerca uscita dal Pacific Northwest National Laboratory (PNNL) si concentra sui cambiamenti climatici sul breve termine, studiano periodi di 40 anni. Dal 1971, emerge, il cambiamento climatico sta assumendo tassi di variazione nettamente maggiori di quelli osservati nei periodi precedenti.

Attraverso un modello informatico battezzato Coupled Model Intercomparison Project (CMIP) i ricercatori hanno provato a valutare anche la possibile evoluzione della situazione per la fine di questo quarantennio, cioè da qui al 2020, e per quello successivo: sembra chiaro che il global warming accelererà nettamente, anche in scenari in cui riuscissimo a tagliare in maniera sostanziosa le emissioni di gas serra.

La temperatura media nel quarantennio in corso sta aumentando di 0,20-0,30 °C ogni 10 anni, cioè di ben 1 °C in 40 anni. Un aumento con queste velocità non si era mai visto nell’ultimo millennio.

Continuando così c’è il rischio di una serie di effetti a catena anche perché in una zona delicata come l’Artico la temperatura sta salendo ancora più velocemente, circa del doppio, con un aumento proiettato di oltre mezzo grado ogni dieci anni (vedi grafico sotto, da notare che mostra il tasso decennale di aumento non l’aumento in sè).

Sono note le conseguenze che un Artico più caldo avrebbe sul Pianeta. La diminuzione della superficie dei ghiacci, che riflettono parte del calore, accelererebbe ulteriormente l’aumento della temperatura. Lo scioglimento dei ghiacci nelle latitudini artiche altererebbe la meteorologia globale, portando ad un aumento dei fenomeni estremi, e ovviamente farebbe alzare il livello del mare (per scioglimento dei ghiacci della Groenlandia). Infine molti gas serra fino ad ora congelati nel permafrost tornerebbero in atmosfera, con ulteriore impatto sul clima.

Nel grafico qui sotto si vede quello che potrebbe succedere secondo lo studio, sempre riferito alla velocità dell’aumento della temperatura e non al riscaldamento.

La linea centrale è lo scenario mediano, l’area viola è l’incertezza legata a come il clima mondiale reagirà ai cambiamenti e li influenzerà e quella grigia/viola-scuro l’incertezza sull’interazione tra l’aumento della temperatura e le sostanze disperse in atmosfera. Come si vede nella seconda metà del secolo la temperatura potrebbe aumentare anche di mezzo grado ogni 10 anni.

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