Politica energetica europea: la pagella della IEA

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L'Agenzia plaude obiettivi sul clima e liberalizzazioni, ma sprona ad agire per l'integrazione dei mercati. Un'“Unione Energetica” è fondamentale per affrontare sia la sfida della decarbonizzazione che quella della sicurezza energetica, avverte la IEA, che suggerisce di non escludere dal mix nucleare, carbone e idrocarburi non convenzionali.

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Bene su politiche per il clima e liberalizzazioni, ma resta da fare ancora molto per creare un’Unione anche dal punto di vista dell’energia, integrando i mercati, e per gestirla con più efficienza. È questo il giudizio delle politiche energetiche europee che la International Energy Agency dà nel suo nuovo report presentato oggi,  Energy Policies of IEA Countries: European Union – 2014 (vedi allegato in basso).

Gran parte delle politiche per integrare i mercati energetici degli Stati membri, fa notare l’Agenzia, hanno prodotto effetti solo nel nord-ovest del Vecchio Continente; finché non si realizzano nuove importanti interconnessioni mancherà quella rete europea che sta alla base dell’”Unione Energetica”. Inoltre, osserva la IEA, “nonostante riforme sui meccanismi di vendita all’ingrosso, i mercati sono ancora distorti dalla persistenza di prezzi amministrati a crescenti ricarici e sovrapprezzi ‘verdi’”.

Se plaude alle politiche di riduzione delle emissioni e gli obiettivi al 2030, l’Agenzia avverte che ora l’Unione deve creare la cornice legale per tradurli in pratica, “con regole di mercato per un sistema low-carbon”. Questo, si sottolinea, richiede una riforma dell’EU Emissions Trading Scheme e maggior supporto alle tecnologie a basse emissioni.

“Con i vari Stati membri che adottano diverse politiche energetiche e diverse strade per la decarbonizzazione, per raggiungere gli obiettivi 2030 serve una forte ‘Unione Energetica’. Ma sia chiaro: questa unione non deve rappresentare un cartello di compratori. Deve invece essere un mercato energetico integrato”, spiega la direttrice della IEA Maria van der Hoeven. “Per ottenere il massimo dalla diversità delle sue fonti energetiche l’UE deve mettere in comune le sue risorse sul mercato interno dell’energia, per migliorare sia la sicurezza energetica che la competitività delle proprie industrie”.

Diverse le sfide che i sistemi energetici europei devono affrontare elencate nel report. C’è la necessità di integrare quote sempre maggiori di energia rinnovabile non programmabile, quella di gestire il pensionamento nei prossimi 10 anni di circa le metà della potenza nucleare del continente.

Altra grande questione è poi quella della sicurezza energetica: l’UE, secondo la IEA, “deve diversificare i fornitori di gas e petrolio e non può permettersi di rinunciare a nessuna delle opzioni energetiche: nucleare, carbone, gas e petrolio non convenzionali dovranno tutti essere parte del mix energetico”.

Energy Policies of IEA Countries: European Union – 2014 – executive summary (pdf)

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