Disinvestire dalle fossili: il più grande fondo pensione del mondo chiude col carbone

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KLP, il fondo pensione norvegese che gestisce asset per 73 miliardi di $, annuncia che uscirà dagli investimenti in carbone e sta valutando di liberarsi anche degli asset in petrolio e gas. “E' importante avere buoni ritorni su investimenti che possano contribuire allo sviluppo sostenibile”.

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Continuare a investire in fonti fossili, oltre ad essere autolesionistico per la questione climatica, è un grosso rischio economico, per l’impatto che le politiche per ridurre le emissioni potranno avere sugli asset in carbone, petrolio e gas. Ad esempio, il nuovo accordo tra Usa e Cina nei prossimi 15 anni farà danni per 3.900 miliardi di dollari ai bilanci delle aziende del carbone e del petrolio attive nelle due superpotenze. E il danno ovviamente sarà molto maggiore se sulla scia dell’intesa tra i due grandi a Parigi 2015 si troverà un accordo efficace per tagliare le emissioni a livello mondiale, mostra un nuovo report di Citicorp (l’ultimo Climate Policy and Energy Outlook Developments, riportato da Renew Economy).

Chi investe con una prospettiva di medio lungo termine, insomma, dovrebbe tirarsi fuori in fretta dagli investimenti in fossili e qualcuno da tempo ha cominciato a farlo. L’ultima notizia di un grosso disinvestimento dalle fossili arriva dal più grande fondo pensione norvegese, KLP, che gestisce circa 73 miliardi di dollari (500 miliardi di corone).

Il fondo nei giorni scorsi ha annunciato che, per cominciare, abbandonerà tutti gli investimenti in carbone, oltre a stanziare 73di milioni di dollari (500 milioni di corone) in più per le rinnovabili che si sommano ai circa 2,7 miliardi già investiti. KLP, si legge in un comunicato, escluderà dal proprio portafoglio le azioni di tutte le società che estraggono carbone e di quelle che producono energia elettrica derivandola in larga parte da impianti a carbone. La lista delle società “scaricate” sarà pubblicata il primo dicembre, dovrebbero essere 20 o 30. Tra le circa 3mila società in cui il fondo investe, ci sono aziende come Peabody Energy Corp., CONSOL Energy Inc., Coal India Ltd, Shougang Fushan Re e China Coal Energy Co Ltd.

“Come maggior fondo pensione norvegese, KLP ha una responsabilità considerevole. È importante avere buoni ritorni sugli investimenti per salvaguardare il futuro delle pensioni. Allo stesso tempo è importante valutare come gli investimenti a lungo termine possono contribuire allo sviluppo sostenibile”. Queste le motivazioni che hanno portato KLP ad accogliere la richiesta di uscire dal carbone, partita dalla municipalità di Eid (piccolo Comune situato in un fiordo della costa nord-ovest).

KLP sta valutando di abbandonare anche gli investimenti in petrolio e gas (vedi report allegato in basso). Mentre il disinvestimento dagli asset in carbone non avrà impatto sui ritorni del fondo, si comunica che l’uscita da petrolio e gas però non sarà così indolore: per questo si è deciso di iniziare con il carbone, che è anche la fonte fossile con il maggior impatto climalterante.

Già un altro fondo assicurativo norvegese, Storebrand, nel corso del 2014 ha fatto importanti disinvestimenti dalle fossili, abbandonando le azioni di 10 società. Novità in questo senso potrebbero venire addirittura dal fondo sovrano del Paese, il Government Pension Fund Global: un gruppo di esperti nominato dal governo sta valutando la questione. Sarà interessante vedere cosa si deciderà, tenendo conto che il fondo sovrano di Oslo, noto anche come Oil Fund, nasce proprio per reinvestire i proventi dell’estrazione di gas e petrolio nazionali ed è il più grande fondo sovrano al mondo, con circa 857 miliardi di dollari gestiti.

Dopo aver escluso in passato dai propri investimenti aziende controverse dal punto di vista etico, come quelle che producono tabacco o armi nucleari, o che violano i diritti umani o producono gravi danni ambientali, il fondo sovrano norvegese potrebbe dunque abbandonare in parte o del tutto anche gli asset fossili. In questo caso sarebbero proprio i fondi accumulati negli anni grazie al petrolio e al gas norvegesi a giocare un ruolo importante nella decarbonizzazione dell’economia mondiale.

Il report di KLP sull’impatto economico dell’abbandono degli investimenti in fossili (pdf)

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