Quanto conviene oggi l’auto elettrica?

Oltre al minore impatto ambientale, un'auto elettrica, grazie ai costi del carburante minimi, è già economicamente vantaggiosa rispetto a un mezzo con motorizzazione convenzionale? Abbiamo fatto qualche conto per verificarlo, considerando tutti costi: spesa per l'acquisto, carburante, manutenzione, tasse e polizza RC auto.

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Per molti dei lettori di QualEnergia.it, magari già felici possessori di un impianto fotovoltaico, l’auto elettrica è sicuramente l’oggetto del desiderio. Un bene, però, tenuto ancora a distanza da due fattori: la scarsa autonomia delle batterie, alla quale si aggiungono i lunghi tempi di ricarica, e il costo, decisamente salato. Sul primo punto c’è poco da fare: ognuno deve valutarlo secondo l’uso che fa dell’auto. Sul secondo, invece, è possibile fare qualche considerazione basata sui numeri: a parità di prezzo di acquisto, un’automobile elettrica consente un risparmio anche di qualche migliaio di euro all’anno rispetto a una che va a benzina o gasolio. Il problema sono i prezzi, ancora sensibilmente più cari rispetto a quelli dei modelli a combustione interna.

Se infatti oltre ai consumi e agli altri costi variabili si tiene conto del prezzo d’acquisto, facendo il confronto con modelli della stessa categoria, cioè tra un’utilitaria/city car elettrica e altre utilitarie/city car con motorizzazioni convenzionali, le auto elettriche non fanno risparmiare. Le utilitarie full-electric sul mercato costano infatti ancora circa 10-15mila euro in più rispetto alle concorrenti a benzina, a gasolio ibride o a gas: un sovrapprezzo che, incluso nei costi chilometrici come ammortamento del capitale investito e interessi, gioca a svantaggio dell’auto a batterie.

Questo, in sintesi, quanto abbiamo scoperto grazie all’assistenza degli esperti dell’Automobile Club d’Italia. Avvalendoci della gentilezza e pazienza di Marco Cilione, dell’Area Statistica ACI, abbiamo calcolato i costi chilometrici del modello di auto elettrica più venduto, la Nissan Leaf, e li abbiamo messi a confronto con quelli di auto simili ma con diversa motorizzazione. Un calcolo nel quale abbiamo tenuto conto di tutti costi che comporta possedere e usare un’automobile e che dunque si riflettono nella spesa sostenuta per ogni chilometro percorso: oltre, ovviamente, al carburante, rendimento del capitale speso per l’acquisto, bollo, assicurazione, pneumatici e manutenzione.

Sono 5 i modelli che abbiamo considerato nel confronto, mezzi della stessa categoria d’uso della Leaf, ma con motorizzazioni diverse: una ibrida benzina-elettrico come la Toyota Yaris Hyibrid Cool (costo indicativo 15.450 €) e quattro modelli di una delle utilitarie più diffuse in Italia, la Punto. Di questa abbiamo incluso la versione a metano Natural Power 1.4 -77 CV (c.i.15.560 €), la  Easy Power a gpl 1.4 -77 CV (14.560 €), la versione 1.2 8V – 69 CV a benzina (12.310 €) e la versione diesel 1.3 MJT II – 75CV (14.360 €).

Dopo un sondaggio sulle offerte assicurative per le auto elettriche fatto da ACI, nel calcolo è stato considerato un costo della polizza RC auto per la Leaf pari a circa un terzo di quella per le altre auto, mentre la tassa di possesso per questi mezzi è azzerata nei primi 5 anni. Il costo dei carburanti usato è quello medio dell’ottobre 2014, mentre per l’auto elettrica si è usato il costo medio del kWh per le famiglie: 0,19 euro.

Le concorrenti costano tutte circa la metà rispetto alla Leaf, che viene 30.690 euro di listino, e questo si riflette anche sui costi chilometrici.  Come si vede  nel grafico sotto (clicca per ingrandire), a causa del pesante handicap di partenza, l’elettrica risulta sì vantaggiosa ma non di molto e solo per chi ha percorrenze annue fino a circa 15mila km l’anno.

Al di sopra di quella soglia di percorrenza annuale, che è poi la media italiana, diventano progressivamente meno costose le altre auto. A 50.000 km di percorrenza il diesel (avvantaggiato dall’alto chilometraggio per litro  e dalla lunga durata dei motori) batte tutti, seguito da gpl, metano, ibrida ed elettrica. Solo la motorizzazione a benzina resta meno conveniente dell’elettrica in ogni percorrenza. 

(Qui i dettagli su modelli e costi stimati, pdf)

E’ un risultato che potrebbe stupire: ci si aspetterebbe che, con l’aumentare della percorrenza annua, i costi minori di carburante e manutenzione giochino a favore del mezzo elettrico (anche se va detto che la manutenzione dell’elettrica è meno vantaggiosa di quanto ci si aspetterebbe, per la necessità di cambiare la batteria). Non è invece così, a causa dell’investimento iniziale molto maggiore: “la quota di ammortamento nella Leaf pesa per 0,16 euro/km, contro  gli 0,033/km del carburante. Per una Punto diesel, questi costi sono rispettivamente 0,044 €/km e 0,086 €/km. Come si vede, lo svantaggio dell’ammortamento è molto superiore al vantaggio nel costo carburante. Questo handicap sarebbe  in parte compensato dai minori costi annuali, come RCA e bollo, ma a questi si aggiungono, di nuovo, gli interessi sul capitale investito, molto maggiori per la Leaf”. E comunque i costi annuali diminuiscono la loro influenza con l’aumentare della percorrenza”, ci spiega Cilione.

Va poi coniderato che la vita utile stimata, su cui si ripartisce l’ammortamento, per l’auto elettrica è di 150mila km – dunque ad esempio su 50mila km pesa l’amortamento di terzo del valore dell’auto, mentre su 5mila quello di un trentesimo di questo valore – mentre per i modelli diesel è stimata in 250mila km: dunque su 50mila km pesa l’ammortamento di solo un quinto del valore e così via).

Morale della favola? L’auto elettrica sembra essere ancora troppo cara rispetto ai modelli della stessa categoria con motorizzazioni normali per competere in quanto a risparmio. Il discorso cambia, invece, giocando a parità di prezzo, cioè se la macchina a batterie viene confrontata con mezzi a benzina o gasolio che hanno lo stesso prezzo. Lo vedete nella tabella qui sotto che mette a confronto la Leaf con due auto “normali” della stessa fascia di prezzo:  una Passat 1.4 a benzina – costo indicativo di listino 31.300 – e una Ford Kuga diesel 2.0 TDCi che sui listini sta a 31.000 euro.

Qui l’auto elettrica, sul piano economico, non teme confronti. Per una percorrenza media di 15mila km/anno, cioè circa 40 km al giorno festivi compresi, scegliendo l’auto a benzina si avrebbero costi annuali (come detto ammortamento compreso) di circa 3mila euro l’anno inferiori rispetto a quelli di entrambi i modelli convenzionali. Un risparmio che sale all’aumentare della percorrenza annua, fino ad arrivare ai 3.500-6.200 per chi percorre 50mila km all’anno.

(Qui i dettagli su modelli e costi stimati, pdf)

Ovviamente paragonare un’utilitaria elettrica come la Leaf a una berlina come la Passat o ad un Suv come la Kuga è utile solo come esercizio teorico: l’unica cosa che queste auto hanno in comune è il prezzo, che è medio-alto.

Tutto questo porta a concludere che, finché i prezzi dei veicoli elettrici non scenderanno, difficilmente sarà il solo aspetto economico a far muovere i consumatori verso le auto a batteria, ma verosimilmente le comprerà chi è spinto anche da altre motivazioni. Una considerazione rafforzata dagli altri notevoli limiti di questi mezzi.

Ad esempio, la Leaf ha un’autonomia di soli 170-190 km (dipende da velocità e uso degli accessori), più che sufficiente per il medio uso giornaliero, ma che rende difficile programmare “gite fuori porta” in tranquillità. E i 24 kWh della sua batteria, in teoria, “fanno il pieno” da un normale contatore a 3 kW in 8 ore, ammesso, però, che in quel periodo non si usi alcun altro apparecchio elettrico, per non provocare il distacco dalla rete, e sperando che i fili dell’impianto reggano un simile assorbimento. Quasi una scelta obbligata, dunque, se non si ha accesso ad altre infrastrutture di ricarica, aumentare la potenza del contatore, o acquistare appositi caricabatteria, con relativo, notevole aumento del costo del kWh. 

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