La “governance” delle politiche energetiche, in particolare quelle legate all’obiettivo UE Horizon 2020, coinvolge una pluralità di soggetti e attori che, a diverso titolo, operano nel settore dell’energia e dei servizi energetici. Il XXI secolo ha visto il passaggio dalle politiche del Protocollo di Kyoto alla Green Economy. Lo slogan ‘Green Economy’ è strategico perché individua un obiettivo positivo, in maniera chiara e costituisce una sorta di ‘New Deal’: un cambio di visione che incide su tutti i gangli dell’organismo politico, comunicativo, sociale e imprenditoriale.

La Green Economy si traduce in politiche energetiche e strumenti legislativi, per stimolare l’efficienza energetica e le rinnovabili, con sistemi incentivanti basati su due approcci:

(a) sistemi incentivanti con remunerazione diretta verso il cliente, mediante:

1. il riconoscimento in tariffa (metodo feed-in-tariff);

2. le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, così da finanziare direttamente il singolo cittadino, con piccoli interventi diffusi sul territorio.

(b) sistemi incentivanti con remunerazioni indiretta verso il cliente, dove i benefici economici sono per chi realizza l’intervento, come:

1. i mercati dell’ambiente (environmental market): Certificati Verdi (CV), i Titoli di Efficienza Energetica (TEE), il sistema dei ex-COFER (Certificates of Origin for Renewable-Energy Power Plants “COFER” – RECOs);

2. i fondi di rotazione o fondi di finanziamento,

che prevedono il finanziamento in conto capitale o interessi di interventi di installazione di rinnovabili o di efficienza energetica, così da garantire un risparmio energetico per il cliente finale, grazie a minori costi per la impresa che li realizza.

Le Piccole e Medie Imprese (PMI) rappresentano la caratteristica strutturale dell’economia italiana. Le ricerche di E. Cagno e A. Trianni, ad esempio, riportano una sintesi degli studi che hanno analizzato le barriere per migliorare l’efficienza energetica nelle piccole e medie imprese, individuando i drivers of energy efficiency: management sensitivity, external pressure, clients, information on interventions, information on practices, lower cost of consultancies, access to energy efficiency expert, Energy Performance Contracts (EPC), allowance for PUBLIC FINANCING, long-termo benefit, anticipating regulatory issues.

Si parla di “ultimo-miglio, un’espressione che indica i soggetti che sono a diretto contatto diretto con il cliente finale, ovvero con il soggetto che può, direttamente o indirettamente, beneficiare degli incentivi, come, per esempio, l’idraulico che effettua le operazioni di manutenzione della caldaie autonome. L’operatore dell’ultimo miglio ha la possibilità di confrontarsi e dialogare direttamente con il cliente e quindi proporre i sistemi incentivanti, se conosce tali sistemi. Di contro se non li conosce o non li condivide, considerandoli un handicap al normale svolgimento della propria attività, non li propone al cliente finale.

Le PMI, e in particolare le ESCo (Energy Services Company) sono soggetto ‘non-energy’ che operano nel settore ‘energy’ in diretta concorrenza con produttori, distributori e trader di energia. I soggetti ‘energy’ operano sul lato tariffario e dei minori costi dei consumi di energia, mentre i soggetti del contesto ‘non-energy’ operano sul lato delle tecnologie per ridurre i consumi di energia. Le ESCo sono state inventate negli Stati Uniti, e ora anche la Cina si sta orientando verso questi strumenti.

In Italia si possono individuare 4 tipologie di ESCo, provenienti:

  1. dal settore “energy” società “spin-off” dei distributori o trader di energia;
  2. dal settore delle multi-utility e manutentori;
  3. dal settore dei produttori di tecnologie CHP e urban heating discrict;
  4. ESCo nate tali per operare fin da subito come operatori dei servizi energetici, anche informa consortile, da parte di PMI.

La versione ‘full optional’ della ESCo (pago gli interventi e mi ripago grazie ai risparmi) non opera in tal senso: i contratti e i servizi sono legati a qualche intervento oppure alla fornitura di energia, ovvero a interventi che abbiano una loro remunerazione in quanto tale. La “logica ESCo” trova diversi ostacoli, tra i quali quello dato dal sistema di finanziamento degli interventi. Le ragioni possono essere diverse: crisi economica, incertezza sui risparmi attesi, la difficoltà per il sistema del credito nel valutare con criteri diversi – non bancari, ma tecnici – il rischio dell’attività di una ESCo.

Un altro operatore de l’ultimo miglio, che può arrivare a diretto contato con il cliente e decisore finale è il libero professionista, ovvero le figure tecniche che progettato gli interventi, in particolare nel settore edile e impiantistico: sono coloro i quali, insieme all’idraulico, l’elettricista, ecc., parlano direttamente con il cliente e possono convincerlo – o non convincerlo – a realizzare un intervento, presentandone le opportunità (“non solo risparmi, ma puoi anche accedere agli incentivi, ti faccio io la pratica”) o le difficoltà (“lascia stare, ti costa di più la pratica che il risparmio”).

Questi due atteggiamenti sono dettati dalla conoscenza degli incentivi da parte dei tecnici, nonché dalla loro remunerazione – per il professionista – in merito all’esecuzione degli stessi. Nell’ottica del l’ultimo miglio, strumenti che consentano di incentivare il lavoro svolto dal libero professionista, potrebbero costituire una modalità indiretta per favorire il cliente e realizzare gli interventi di risparmio energetico, e i ritorni economici correlati.

 

Bibliografia

(1) Cagno E., Trianni A., 2013, Exploring drivers for energy efficiency within small- and medium-sized enteprises: First evidence from Italian manufacturing enterprise; Applied Energy 104 (2013) 276/285

(2) Cagno E., Trianni A., Worrell E., Pugliese G., 2014, Empirical investigation of energy efficiency barriers on Italian manufacturing SMEs; Energy 49 (2014) 444-458

(3) Dong Qian, Ju’e Guo, 2014, Research on the energy-saving and revenue sharing strategy of ESCOs under the uncertainty of the value of Energy Performance Contracting Projects, Energy Policy, In Press, Corrected Proof, Available online 3 June 2014