I Rockeffeller dicono addio a petrolio e carbone

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La Rockefeller Brothers Fund annuncia che eliminerà al più presto la sua esposizione alle fonti fossili e sposterà gli 860 milioni di dollari investiti in petrolio sulle energie rinnovabili. Una nuova importante adesione al movimento 'Fossil Free' che preme affinché si disinvesta dalle fossili per difenderci da global warming e bolla del carbonio.

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I Rockeffeller iniziano a dire addio a petrolio e carbone. La storica famiglia, che sull’oro nero della Standard Oil ha costruito la sua fortuna, ha dato l’annuncio oggi, alla vigilia dell’apertura della conferenza sul clima di New York.

La fondazione filantropica Rockefeller Brothers Fund, che dispone di risorse per 860 milioni di dollari, in un comunicato ha reso noto che “eliminerà al più presto la sua esposizione alle fonti fossili”. I primi ad essere venduti saranno gli asset in carbone e sabbie bituminose. Stando a quanto riporta il New York Times la RBFsposterà i soldi investiti in petrolio sulle energie rinnovabili, unendosi così al movimento ‘Fossil Free’, che preme affinché si disinvesta dalle fossili.

Negli ultimi anni circa 180 tra enti e istituzioni hanno aderito al movimento che secondo una stima aggiornata di Arabella Advisor (qui, pdf)controllano capitali per  50 miliardi di dollari. La mobilitazione nasce dalla preoccupazione per il clima, ma anche per la cosiddetta bolla della carbonio: cioè, per semplificare, il timore che il cambiamento del sistema energetico in atto, in un futuro prossimo renda impossibile valorizzare gli investimenti in carbone, petrolio e gas che si stanno operando adesso (si veda aproposito l’ultimo report  di Kepler Chevreux).

A livello economico l’impatto dei disinvestimenti annunciati finora è relativamente trascurabile, ma il segnale mandato all’opinione pubblica è molto forte e può influenzare decisori politici e altri investitori con un effetto a catena. “Per noi – ha detto Steven Rockefeller – l’operazione ha una dimensione morale, ma anche economica. Prevedo problemi per le aziende che non difenderanno il pianeta dai cambiamenti climatici”.

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