Sulla questione energia e sicurezza degli approvvigionamenti si muove Federica Guidi, ministro dello Sviluppo Economico, che durante l’audizione al Parlamento europeo di ieri a Bruxelles, ha spiegato che nell’attuale situazione, soprattutto alla luce della crisi ucraina bisognerà “rafforzare gli obiettivi comuni: la decarbonizzazione del sistema energetico europeo, la sicurezza, anche attraverso un rilancio della politica energetica esterna, e la piena integrazione dei mercati energetici europei“.

In relazione alle crisi internazionali come Libia e Ucraina, che hanno importanti ripercussioni sulla sicurezza degli approvvigionamenti in Europa, il ministro ricorda che “la Commissione ha presentato una strategia sulla sicurezza e ha avviato una valutazione del rischio connesso all’interruzione di forniture gas dalla Russia nel prossimo inverno e che la presidenza italiana ha avviato un dibattito tra gli Stati membri per individuare una lista di misure”.

Secondo una nota del ministero dello Sviluppo economico, il ministro Guidi, tra le priorità politiche del semestre di presidenza Ue dell’Italia si è detto impegnato a favorire un accordo, per il Consiglio europeo di ottobre, in materia di clima ed energia al 2030“.

Sullo specifico della crisi ucraina la Guidi si dice preoccupata per le ritorsioni di Putin: “gli effetti delle sue contromisure alle sanzioni europee si stanno già sentendo”, ha dichiarato. Il ministro spera in una soluzione negoziata e diplomatica e ha detto che “tutti gli Stati membri saranno chiamati a sostenere le ripercussioni economiche di queste contromisure”.

Per il ministro bisognerà puntare sulla diversificazione delle fonti di energia. “L’impiego delle energie rinnovabili e l’efficienza energetica – ha detto – consentiranno all’Europa di limitare la dipendenza dalle importazione di risorse energetiche. Tuttavia, il gas continuerà a svolgere un ruolo centrale verso la decarbonizzazione e pertanto assicurare le forniture di gas all’Europa è oggi una priorità assoluta”.

Intanto, sempre ieri, sul tema dello sfruttamento delle risorse di idrocarburi nazionali il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, in un”intervista al Resto del Carlino, ha detto che si deve “passare dall’emotività alla scienza”. “Abbiamo la normativa più restrittiva in Europa – ha detto Galletti – e dobbiamo applicarla bene; sono previste rigorose procedure di valutazione di impatto ambientale: se vengono rispettate tutte le condizioni di legge, lo Stato non può negare le autorizzazioni”. Per Galletti “non possiamo andare avanti con le politiche locali dei no”. Una frase che ricorda quelle dichiarazioni pro-nucleare del pre e post Fukushima. E fortunatamente il “no” allora arrivò e fu piuttosto sonoro.