Circa 7.500 persone da quasi 30 Paesi hanno formato una catena umana per protestare contro il progetto della più grande miniera di lignite a cielo aperto d’Europa. Sabato 16 agosto scorso le città di Kerkwitz, in Germania, e Grabice, in Polonia, sono state unite da 8 chilometri di persone mano nella mano.

La catena non si è interrotta neanche al confine tra i due Stati, dove la gente manifestava nel fiume Neisse, con l’acqua alle ginocchia, pur di mantenere la continuità. “Se i progetti delle aziende Vattenfall e Pge di realizzare sei nuove miniere nella regione della Lusazia andassero avanti, oltre 20 villaggi verrebbero distrutti e più di 6.000 persone perderebbero la casa – denuncia Greenpeace – le nuove miniere porterebbero alla produzione di ulteriori 2 miliardi di tonnellate di CO2, più del doppio di quanto oggi la Germania produce ogni anno”.

Sebbene il 90% dell’energia prodotta in Polonia provenga da centrali a carbone, uno studio di Greenpeace mostra che si potrebbe coprire la metà del fabbisogno energetico con le rinnovabili entro il 2030, creando oltre 100 mila posti di lavoro.

La catena umana è nata per iniziativa di comitati locali ed è stata sostenuta tra gli altri da Greenpeace, Friends of the Earth e Climate Alliance.

(fonte: Dire)