Dl Competitività con taglia-bollette: sì alla fiducia. Testo e riepilogo delle modifiche

La Camera ha votato ieri sera la questione di fiducia posta dal Governo sull'approvazione ddl di conversione del decreto Competitività n. 91/2014, oggi l'aula vota il provvedimento che poi tornerà al Senato. Ecco il testo che a questo punto è praticamente definitivo.

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(Aggiornamento 7 agosto: la Camera ha appovato il ddl ora all’esame del Senato)

Con 352 voti favorevoli, 193 contrari e 7 astenuti, l’aula della Camera ha votato ieri sera la questione di fiducia posta dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti e articoli aggiuntivi, del ddl di conversione del decreto Competitività n. 91/2014 nel testo approvato il 4 agosto dalle Commissioni riunite Ambiente-Attività Produttive a seguito del rinvio deliberato dall’assemblea (allegato in basso).

Oggi è previsto l’esame degli ordini del giorno e nel pomeriggio il voto finale sul provvedimento. Una volta passato l’esame della Camera, il ddl tornerà al Senato dove teoricamente entro venerdì – ddl riforme permettendo – dovrebbe essere licenziato definitivamente prima della pausa estiva, dato che scade il 23 agosto.

Come abbiamo riportato, le Commissioni Ambiente (VII) e Attività produttive (X) della Camera hanno apportato novità positive per fotovoltaico e rinnovabili in autoconsumo, come l’estensione a 500 kW del limite di potenza per accedere allo scambio sul posto e l’esenzione dal pagamento degli oneri per l’energia prodotta da impianti sotto ai 20 kW.

Tra le modifiche apportate alla Camera anche alcuni aggiustamenti per quel che riguarda lo spalma-incentivi, in particolare un ritocco all’opzione dei tagli per scaglioni di potenza: passa dal 5 al 6% la riduzione per le taglie da 200 a 500 kW e scende dal 9 all’8% il taglio per gli impianti sopra ai 900 kW.

E’ invece stato stralciato l’emendamento su fotovoltaico e catasto introdotto dalle due Commissioni referenti della Camera. La norma finita nel mirino della commissione Bilancio e in quello della Ragioneria dello Stato è quella che prevedeva che «la variazione della rendita catastale dell’immobile che ospita impianti fotovoltaici è obbligatoria solo se la potenza dell’impianto è maggiore di 7 kW e il valore dell’impianto incrementa di oltre il 40 per cento la rendita catastale».

Per fare un riepilogo dei cambiamenti più importanti rispetto al decreto 91/2014 (qui il testo con una sintesi delle misure che riguardano l’energia), ricordiamo che il Senato ha ridisegnato lo spalma-incentivi per gli impianti fotovoltaici sopra ai 200 kW: ora prevede due opzioni di rimodulazione degli incentivi (su 24 o su 20 anni), oppure un taglio la cui entità dipende dalla potenza dell’impianto e mette in campo un meccanismo di risoluzione anticipata delle erogazioni mediato da un soggetto finanziario terzo (qui il testo approvato dal Senato, pdf, mentre in questa intervista ci siamo fatti spiegare come funziona il nuovo spalma-incentivi).

Tra le correzioni apportate dal Senato c’è anche un intervento molto importante sulla norma che impone di pagare parte degli oneri di sistema anche sull’energia autoconsumata: si pongono dei limiti agli aumenti futuri della quota da pagare, aumenti che erano tra gli aspetti più criticati della misura dato che, nella formulazione del decreto, creavano grande incertezza per i progetti ancora da realizzare, con il rischio di frenare la diffusione del fotovoltaico non incentivato. In pratica la modifica approvata stabilisce che le eventuali rimodulazioni della quota di oneri da pagare, che saranno effettuate a cadenza biennale, varranno solo per gli impianti non ancora in esercizio al momento in cui gli aumenti verranno deliberati. Inoltre la quota da pagare non potrà salire di più di 2,5 punti percentuali per ogni aggiornamento biennale.

Da segnalare infine l’emendamento introdotto al Senato (e che ha avuto lievi modifiche alla Camera) che fa di fatto del mercato elettrico siciliano un mercato amministrato, estendendo a quasi tutti gli impianti la definizione di impianti essenziali (ne abbiamo parlato qui).

Il testo del DL 91/2014 e una sintesi

Il testo su cui si voterà la fiducia alla Camera (pdf)

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