L’Unione europea stanzierà nel settore energetico 38 miliardi di euro tra il 2014 e il 2020 attraverso il Fondo di coesione (CF) e il Fondo europeo di sviluppo regionale (Erdf). Questa la stima preliminare pubblicata dalla direzione generale Energia della Commissione Ue, secondo cui la Polonia sarà lo Stato membro che stanzierà nel periodo la somma maggiore nel comparto energetico: 8,5 miliardi di €, contro i meno di 4 investiti nel precedente settennio 2007-2013.

Seguono la Romania con 3,5 miliardi di euro (300 milioni € nel 2007-2013), l’Ungheria con 3,2 € (2,5 mld €) e Italia e Spagna a pari merito con poco più di 3 miliardi di euro (nel periodo precedente il nostro paese aveva stanziato oltre 2 miliardi € e il Paese iberico non più di 200 milioni di euro). La Germania è sesta con 2,5 mld € (800 milioni €), la Repubblica Ceca settima con 2,2 mld € (1,8 mld €) e la Francia ottava con 1,8 mld € (1 miliardo di €).

In base al bilancio 2014-2020 della Ue approvato alla fine dell’anno scorso, che stanzia un totale di 1.082 miliardi €, i fondi CF ed Erdf ammontano complessivamente a 351,8 miliardi di euro, da destinare principalmente al raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020: crescita e occupazione, lotta contro i cambiamenti climatici e riduzione della dipendenza energetica, della povertà e dell’esclusione sociale.

Il Fondo europeo di sviluppo regionale, che mira a consolidare la coesione economica e sociale dell’UE, correggendo gli squilibri fra le regioni, concorrerà alla realizzazione di questi obiettivi indirizzando le proprie risorse verso priorità fondamentali, quali il sostegno per le piccole e medie imprese, con l’obiettivo di raddoppiare i fondi da 70 a 140 miliardi di euro in 7 anni.

Infine, l’efficienza del Fondo di coesione e dei fondi per lo sviluppo rurale e per la pesca sarà collegata alla governance economica in modo da incentivare gli Stati membri a dare seguito alle raccomandazioni dell’UE nel quadro del semestre europeo.