Sono pari  a 430 milioni di euro le risorse che 856 imprese, che hanno partecipato ai bandi  “Investimenti innovativi” ed “Efficienza energetica” nelle Regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, potranno usufruire per finanziamenti agevolati.

Il Ministero dello Sviluppo economico ha concluso le attività di concessione delle agevolazioni a favore di queste imprese che hanno presentato domanda nei due bandi (“Investimenti innovativi” aperto il 4 marzo; “Efficienza energetica” aperto il 29 aprile). Le agevolazioni, sotto forma di finanziamento rimborsabile, coprono il 75% dei costi totali ammissibili dei programmi e consentiranno di realizzare investimenti tecnologicamente avanzati o per la riduzione del consumo di energia primaria, per un ammontare complessivo di circa 570 milioni di euro, e ci auguriamo, con un impatto positivo sulla competitività e sullo sviluppo tecnologico del territorio meridionale.

Nella tabella vengono riepilogati  i principali dati dei interventi agevolativi.

La ripartizione delle agevolazioni concesse per dimensione delle imprese beneficiarie evidenzia, come indicato dal grafico seguente, che la categoria di imprese che ha beneficiato di più degli interventi agevolativi è quella delle micro e piccole imprese, con un ammontare di agevolazioni concesse pari a oltre 250 milioni di euro, seguita dalle imprese di medie dimensioni, con 132 milioni di euro, mentre alle imprese di grandi dimensioni sono state concesse agevolazioni per 46 milioni di euro.

Di particolare interesse per le imprese beneficiarie sono anche le nuove modalità di erogazione. Gli strumenti agevolativi prevedono, accanto alla modalità tradizionale di erogazione delle agevolazioni a fronte di titoli di spesa quietanzati, anche la possibilità per il Ministero di procedere al pagamento diretto dei fornitori dei beni d’investimento. La nuova modalità di erogazione prevede l’utilizzo di uno specifico contratto di conto corrente, denominato “conto corrente vincolato”, per la cui definizione è stata stipulata un’apposita convenzione con l’Associazione Bancaria Italiana (ABI). In questo modo si consente alle imprese di non dover anticipare con proprie risorse la quota d’investimento coperta dall’agevolazione e, nel contempo, rende possibile l’integrale tracciabilità dei flussi finanziari originati dalla misura agevolativa.