EU ProSun ha consegnato il 4 giugno alla Direzione generale Commercio della Commissione europea circa 1.000 pagine di documenti, con oltre 1.500 casi di prodotti solari cinesi messi in vendita a prezzi inferiori a quelli minimi stabiliti dall’accordo tra la Commissione europea e la Cina.

Il presidente di EU ProSun, Milan Nitzschke, ha dichiarato: “In Europa vengono sistematicamente violate le norme antidumping. Sembra che nessun produttore cinese si attenga realmente ai prezzi minimi vigenti per le importazioni nella UE. La Commissione deve agire al più presto per bloccare queste violazioni e applicare delle sanzioni”.

Dopo che il dumping cinese a sovvenzionamento statale aveva portato alla bancarotta numerose aziende europee del solare, ametà del 2013 l’Unione europea ha introdotto dazi antidumping nei confronti delle importazioni di prodotti solari dalla Cina. Per evitare questi dazi di circa il 50%, ad agosto 2013 più di 100 produttori cinesi del settore dell’energia solare hanno offerto alla UE, sotto forma di accordo, di importare esclusivamente prodotti a prezzi superiori al cosiddetto prezzo minimo, pari a circa 56 centesimi per watt. Sia la Commissione europea che il Consiglio europeo hanno accettato l’offerta. Tuttavia è evidente che su tutto il territorio della UE non vengono né pagati dazi né viene rispettato il prezzo minimo.

La gamma di trucchi con i quali i produttori cinesi evitano i vincoli della UE è quasi illimitata – afferma Nitzschke – Si va da provvigioni nascoste, mascherate da incentivi per il marketing, a dichiarazioni dei prodotti errate, fino a bonus distribuiti regalando una cassa di moduli o di inverter gratis a coloro ai quali il prezzo non sembra sufficientemente economico! Secondo EU ProSun, la maggior parte dei produttori cinesi, per questi affari, si serve di intermediari internazionali, che fungono da “cuscinetto” tra le imprese cinesi e le istituzioni europee”.

In base alle stime dell’iniziativa dell’industria solare della UE, le aziende coinvolte nelle violazioni dei prezzi minimi e dei dazi rischiano pene severe. Milan Nitzschke aggiunge: “L’accordo tra la Commissione europea e le imprese cinesi parla chiaro: anche nel caso di minime violazioni delle disposizioni, il produttore coinvolto viene escluso dal regolamento sul prezzo minimo. Viene poi immediatamente applicato il dazio di circa il 50% sul prezzo all’importazione”. Il dazio deve essere pagato dall’importatore europeo, se necessario anche in un secondo tempo. In caso di gravi violazioni dei dazi possono essere intraprese anche azioni penali.

EU ProSun è dell’opinione che sia in gioco l’intero regolamento sul prezzo minimo della UE. Nitzschke conclude affermando che: “Il regolamento sul prezzo minimo, concordato tra la Commissione europea e la Cina, sembra impossibile da applicare. Il dumping cinese continua. È evidente che l’unica strada percorribile è la severa applicazione dei dazi”.

(da comunicato EU ProSun)