Spalma-incentivi fotovoltaico e oneri su autoconsumo. Parla il MiSE

La rimodulazione degli incentivi al fotovoltaico in arrivo con il taglia bollette sarà “senza effetti retroattivi” e “non intaccherà la fiducia degli investitori”, rassicura il viceministro delle Sviluppo Economico. Il Governo, spiega il viceministro De Vincenti, vuole sostenere lo sviluppo del solare anche nel presente ... ma conferma l'intervento previsto sull'autoconsumo.

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Spalma-incentivi “senza effetti retroattivi”, solo a valle di “un dialogo aperto con operatori economici e finanziari” e “senza intaccare in alcun modo il sostegno che questo Governo intende dare al settore delle fonti rinnovabili e, naturalmente, la fiducia degli investitori”. Si conferma però la volontà di intervenire sull’autoconsumo perché la diffusione dei SEU, a seguito di una restrizione della platea dei paganti, potrebbe “far raggiunger agli oneri valori non sostenibili”. In un’audizione alle Commissioni riunite della Camera, Ambiente e Attività produttive, il viceministro dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti è tornato a parlare delle misure che saranno contenute nel pacchetto per ridurre del 10% la bolletta elettrica delle PMI, atteso per il 20 giugno (testo dell’audizione allegato in basso).

La visione del MiSE da cui nasce la volontà di tagliare gli incentivi al fotovoltaico è nota e nell’audizione non manca il repertorio degli argomenti già sentiti: gli oneri di sistema “passati da circa 1,5 miliardi di euro l’anno nel 2008 a 12 miliardi stimati per quest’anno, che incidono per oltre il 20% sulla bolletta elettrica”; gli “strascichi assai negativi” dello sviluppo impetuoso delle rinnovabili per il settore energetico, come “difficoltà del termoelettrico, aumento dei costi di gestione in sicurezza del sistema”; un processo di diffusione “sostenuto da sviluppatori e ‘imprenditori’ spregiudicati, talora arricchitisi per la sola capacità di presentare dubbie pratiche di autorizzazione o di lucrare su prezzi dei componenti e dei servizi artatamente elevati, grazie all’eccesso degli incentivi”.

Gli incentivi eccessivamente generosi al fotovoltaico secondo De Vincenti “hanno permesso agli operatori del settore di attraversare i peggiori anni della crisi economica in una situazione di totale protezione da ogni rischio di mercato”. Eppure nella stessa relazione si riporta che “l’occupazione diretta e indiretta associata al fotovoltaico è calata, nella UE, da 330.000 unità nel 2011 a 250.000 nel 2012” e, ricordiamo, che nel 2012 c’erano ancora gli incentivi mentre i dati attuali, che al momento non abbiamo, sono verosimilmente molto peggiori.

Ecco dunque le misure per ridurre il peso del FV in bolletta che si aggiungono allo “spalma incentivi” volontario già previsto dal decreto legge “Destinazione Italia”, in corso di definizione, che dovrà determinare l’incentivo ridotto da erogare per un lasso di tempo pari al periodo originariamente previsto, incrementato di sette anni, in cambio dell’accesso a ulteriori interventi di rifacimento o ripotenziamento dell’impianto.

Con i nuovi interventi previsti a giugno, spiega il viceministro, “si stanno valutando anche altre strade, con un approccio, comunque, che non comporterebbe tagli retroattivi del volume complessivo degli incentivi, ma piuttosto una ridefinizione dei tempi di erogazione dell’ammontare complessivamente spettante: tutto ciò con un dialogo aperto con operatori economici e finanziari e senza intaccare in alcun modo il sostegno che questo Governo intende dare al settore delle fonti rinnovabili e, naturalmente, la fiducia degli investitori nel nostro Paese”.

Tutto ciò riguarda, evidentemente, il passato, “o meglio il tentativo di ridurre gli effetti negativi di passate scelte, non del tutto felici”, si spiega. “Senza però far mancare, si ribadisce, un contesto complessivamente favorevole all’ulteriore sviluppo del settore”, aggiunge De Vincenti citando le detrazioni fiscali per gli impianti asserviti agli edifici (senza specificare che sono valide solo per le persone fisiche), lo Scambio sul Posto e i Sistemi Efficienti di Utenza. Il Governo inoltre, aggiunge De Vincenti, “sta studiando meccanismi di semplificazione per le autorizzazioni e per il collegamento degli impianti alla rete, funzionali alla riduzione dei costi di impianto, in modo da rendere ancor più conveniente il fotovoltaico”.

Peccato che più avanti l’uomo del MiSE ribadisca che nel pacchetto taglia-bollette ci sarà una misura che potrebbe di fatto bloccare sul nascere il fotovoltaico non incentivato: si porrà fine all’esenzione totale dell’energia autoconsumata dal pagamento degli oneri. Come sappiamo, nell’ultima presentazione del pacchetto taglia-bollette uscita dal MiSE si prevede che “i titolari di Riu, Seu e Seseu verranno chiamati a contribuire una quota parte degli oneri (inizialmente di circa il 10%), crescente nel tempo” generando un gettito di 100-150 M€ a beneficio delle PMI.

In audizione De Vincenti non ha dato ulteriori dettagli ma ha confermato che si procederà in tal senso. I “sistemi efficienti di utenza” realizzabili con fonti rinnovabili e cogenerazione, ha spiegato in audizione “sono ritenuti dagli operatori del fotovoltaico essenziali per continuare a sostenere il processo di diffusione, in quanto l’energia prodotta da fotovoltaico e consumata sul posto non paga gli oneri. Ma, a mano a mano che il fotovoltaico e le altre fonti che possono ricorrere a questa configurazione si diffondono, si restringe la platea dei soggetti che pagano gli oneri, con una incidenza degli stessi oneri che potrebbe raggiungere valori non sostenibili: è solo questa la ragione per la quale, tra le misure allo studio per la riduzione dei prezzi dell’energia per le piccole e medie imprese, sono in esame interventi anche su questo tema”.

Il testo dell’audizione (pdf)

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