Il miglior investimento per l’industria delle fossili? Finanziare la politica

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I big di petrolio, gas e carbone sono molto aggressivi nell'influenzare a loro favore le decisioni politiche. La situazione è evidente negli Stati Uniti, dove l'azione di lobbying è più trasparente. Come spiega un report, ogni dollaro investito in finanziamenti al Congresso Usa ne rende all'industria delle fonti fossili circa 59: “Stanno inquinando anche la democrazia”.

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Se la transizione energetica verso le fonti rinnovabili sta avvenendo a ritmi troppo lenti per frenare il cambiamento climatico lo dobbiamo anche al fatto che l’industria delle fossili, oltre all’atmosfera, “sta inquinando anche la democrazia”. Il potere economico che i grandi di petrolio, carbone e gas hanno accumulato li rende infatti molto efficaci nell’influenzare le decisioni politiche, portando a scelte che favoriscono i loro interessi e rallentando l’urgente abbandono di queste fonti sporche.

Il fenomeno è molto evidente negli Usa, anche per la relativa trasparenza che in quel paese c’è sui finanziamenti dell’industria al mondo della politica. Da questo punto di vista una fotografia aggiornata arriva da un report appena pubblicato da Oil Change International e Sierra Club, intitolato “Polluting Our Democracy and Our Environment: Dirty Fuels Money in Politics”, traducibile in italiano appunto con “Inquinando la nostra democrazia e il nostro ambiente: i soldi delle fonti sporche nella politica”  (allegato in basso).

Il dossier documenta da una parte l’enorme flusso di denaro che dalle casse dell’industria delle fossili scorre verso il Congresso e dall’altra stima i benefici economici che le compagnie delle ‘fonti sporche’ traggono dai vari cambiamenti normativi. Dopo la decisione della Corte Suprema nel processo Citizens United v. Federal Election Commission del 2010, si ricorda, i donatori non hanno più limiti sulle somme che possono devolvere alla politica. La conseguenza è che i finanziamenti dei privati dalle elezioni del 2008 a quelle del 2012 sono cresciute di un incredibile 11.761% (undicimila!).

Tra queste donazioni, quelle dell’industria delle fossili hanno peso enorme. Ad esempio solo negli ultimi due mesi della campagna elettorale 2012 hanno finanziato spot televisivi per 270milioni di dollari ed erogato finanziamenti diretti (per la sola parte rendicontata pubblicamente) per 73 milioni (nel grafico sotto l’andamento delle donazioni da parte della lobby delle fossili limitatamente ai finanziamenti diretti per le campagne elettorali).

Quel che è interessante è che il report mostra come questi soldi siano un ottimo investimento per le aziende dell’energia sporca. Ad esempio, guardando al 111a legislatura del Congresso, quella 2009-2010, a fronte di finanziamenti per oltre 347 milioni di dollari, la lobby delle fossili ha portato a casa sussidi ed esenzioni fiscali per oltre 20 miliardi di $.

In pratica ogni dollaro investito in azioni di lobbying ne ha fruttati 59, un ritorno del 5.800%. E questo senza contare il beneficio economico che l’energia fossile ha avuto dal lavoro sistematico di ostruzionismo svolto dal Congresso per leggi più severe sulle emissioni di CO2.

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