Più mercato per le rinnovabili e dunque una graduale sostituzione degli incentivi in conto energia con processi competitivi. E’ questo il punto fondamentale delle linee guida per gli aiuti di Stato sull’energia che entreranno in vigore dal 1° luglio e che sono state presentate ieri dalla Commissione dopo un lungo processo di consultazione (testo allegato in basso).

Le disposizioni dell’esecutivo UE sulle energie rinnovabili sono a pag. 34 e seguenti. Tra le altre cose, si prevede che dal 2016 gli impianti sopra ai 500 kW (oltre i 3 MW per l’eolico) siano soggetti alle responsabilità di bilanciamento e non siano più favoriti dagli incentivi a generare energia in contesti di prezzi negativi del MWh, come accade in alcuni mercati elettrici dell’UE.

Gli Stati membri saranno obbligati a utilizzare come strumenti di sostegno, aste, sistemi di premi o certificati. Tra il 2015 e il 2016, i 28 paesi dovranno avviare procedure d’asta pilota per una piccola quota della nuova potenza e dal 2017 dovranno mettere a gara tutti i nuovi impianti.

Questo meccanismo, secondo la Commissione, assicurerà agli Stati membri la flessibilità necessaria per tener conto delle circostanze specifiche nazionali, anche perché, nel caso in cui fosse dimostrato che il processo competitivo non è la soluzione ottimale, saranno possibili deroghe.

Sono comunque esclusi dalle aste gli impianti più piccoli (inferiori a 3 MW per l’eolico e a 500 kW per le altre fonti). Questi potranno continuare a beneficiare di qualsiasi sostegno, incluse le tariffe in conto energia, mentre potranno godere di esenzioni quelli nella loro fase iniziale di sviluppo con potenze inferiori a 6 MW per l’eolico e a 1 MW per le altre fonti.

Non saranno naturalmente toccati i diritti acquisiti delle installazioni esistenti, che nell’eventualità di un contenzioso saranno giudicate sulla base delle norme in vigore nel momento in cui è stato concesso l’incentivo. Qui l’unica eccezione riguarda le esenzioni al pagamento del supporto alle rinnovabili alle industrie energivore che saranno valutate applicando con valore retroattivo le nuove linee guida. A tal proposito ricordiamo le indagini aperte sugli sgravi in Germania e in Francia.  Le esenzioni, che in ogni caso potranno essere solo parziali, dovranno seguire principalmente un approccio settoriale, ma gli Stati membri potranno utilizzare anche un parametro eterogeneo per le aziende dei vari comparti energivori (cioè con costo dell’elettricità pari ad almeno il 20% del valore aggiunto lordo) esposte alla concorrenza internazionale.

Per quanto riguarda il capacity payment, gli Stati membri dovranno innanzitutto analizzare le cause dell’inadeguatezza della generazione e quindi rimuovere le eventuali distorsioni che impediscono al mercato di fornire i corretti incentivi agli investimenti in nuova capacità. Qualora ciò non fosse sufficiente, potranno essere introdotti meccanismi per la remunerazione, che dovranno però rispettare precise indicazioni per evitare distorsioni della concorrenza ed effetti negativi sul mercato interno dell’energia. Tra queste l’estensione del capacity payment sia alle centrali esistenti che a quelle di nuova costruzione, nonché la parallela adozione di misure alternative come la realizzazione di interconnessioni con gli altri Stati membri, lo sviluppo di accumuli di elettricità e interventi sul lato della domanda. Inoltre, la remunerazione dovrà riguardare esclusivamente la capacità, e non la vendita dell’energia, ed essere aperta ai generatori degli altri Paesi Ue.

Gli Stati membri avranno un anno di tempo dalla pubblicazione delle linee guida sulla Gazzetta Ufficiale Ue per adattare i loro sistemi incentivanti alle nuove norme.

Avevamo parlato qui delle critiche alle linee guida di alcuni Stati membri e associazioni delle rinnovabili.

Le linee guida sugli aiuti di Stato (pdf)