Riscaldamento domestico a biomasse. Primo, abbassare le emissioni

  • 21 Febbraio 2014

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Ridurre le emissioni di stufe e caldaie domestiche alimentate a legna e pellet è un aspetto fondamentale per l'accettabilità sociale e ambientale di queste apparecchiature in forte aumento sul nostro territorio. Se ne è parlato in convegno alla fiera Progetto Fuoco di Verona.

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Ridurre le emissioni del riscaldamento domestico a biomasse è un aspetto chiave per l’accettabilità sociale e ambientale di queste apparecchiature in grande aumento sul nostro territorio. Un convegno organizzato da AIEL a Verona nel corso della fiera Progetto Fuoco ha messo in evidenza come sia  fondamentale che la tecnologia punti a migliorare il lavoro degli apparecchi principalmente nei momenti più critici per quanto riguarda le emissioni, come l’accensione e la carica del combustibile, oltre a dare le corrette informazioni ai possessori di queste macchine.

Interessante l’intervento tecnico-scientifico di Christof Schmidl, del centro di ricerca austriaco Bioenergy 2020+ Gmbh, che ha presentato i risultati di alcuni progetti dedicati alla “Nuova Stufa del 2020”, sottolineando quali accorgimenti si rendono necessari per migliorare le prestazioni delle stufe a legna in termini di rendimento ed emissioni.

Come prima cosa è necessario rendere consapevoli i possessori di apparecchi domestici del danno che arrecano alla qualità dell’aria se l’apparecchio stesso non è gestito in maniera adeguata sia in fase di accensione sia per quanto riguarda il combustibile utilizzato.

Per questo motivo sarebbe auspicabile che i costruttori predisponessero uno strumento di rapida e facile consultazione per accompagnare l’utente finale a un corretto uso dell’apparecchio: sarebbe molto efficace – puntualizza Schmidl – la stesura di una brochure anche di una sola pagina o di un video informativo fruibile online o lo sviluppo di un’applicazione disponibile su smartphone.

Il potenziale di miglioramento delle prestazioni delle stufe è notevole (50-60%), attraverso misure di ottimizzazione dei processi di combustione e miglioramento dell’installazione degli impianti fumari, per garantire adeguati livelli del tiraggio. Le fasi più critiche, l’accensione e la fase finale del fuoco, possono essere migliorate soprattutto attraverso l’applicazione di sistemi filtro; da questo punto di vista i catalizzatori di ossidazione sembrano essere molto promettenti.

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